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"Ero stufo di stare a guardare!"
Redazione
11 anni fa
Intervista al nuovo ds del Locarno Paolo Ostinelli che ci ha anche parlato dei giovani del Lugano e di Gabriele Giulini

“Sono arrivato a Locarno tramite amicizie comuni con il presidente Nicora. Ci siamo confrontati su idee e visioni e abbiamo deciso di iniziare questa avventura insieme.”

Paolo Ostinelli è tornato in sella. L’ultima volta l’avevamo visto nel 2013 a Bellinzona, uomo ombra del presidente Giulini, nel periodo più buio e triste del club della capitale, quello antecedente al fallimento.

Da qualche giorno Ostinelli è il nuovo ds del Locarno, neoretrocesso in Prima Lega Classic.

“Tornare a lavorare è un piacere. Come mi è giunta la proposta del Locarno, un altro paio di squadre si sono fatte avanti. Ho ricevuto qualche offerta anche dall’Italia ma ho deciso di restare a vivere qui. C’era anche la possibilità di Ascona, dove avrei potuto lavorare con Ganz ma alla fine ho scelto Locarno che è il polo più importante della regione. Ero davvero stufo di restare a guardare!”

E che Locarno ha trovato? “Da un punto di vista umano sono stato accolto benissimo, da quello tecnico il cantiere è ancora aperto. Prima del mio arrivo il club aveva deciso di avvicinarsi ulteriormente al territorio e questa strategia ha portato diversi giovani della regione in prova. Ad un certo punto abbiamo avuto una lista di 40 giocatori. Vedremo che frutti darà questa mossa... Magari qualcuno rimarrà, più che altro in un progetto a medio lungo termine. L’organico è comunque da completare. C’è un’intelaiatura che va però rinforzata.”

Dal mercato qualche pezzo pregiato è comunque già arrivato. “Abbiamo tre giocatori in via di definizione: Badalli, portiere del Chiasso, Matteus Senkal, ex centrocampista dei rossoblù, e Rodrigo Bustamante, un playmaker messicano che proviene dal Cruz Azul.”

Dove arriverà questo Locarno? Una domanda alla quale neppure Ostinelli può rispondere. “Dipende da quali risorse avremo a disposizione e se queste risorse le impiegheremo poi con intelligenza. Dopo tre relegazioni consecutive è nostro dovere interrompere questa discesa. Dobbiamo trovare il nostro equilibrio e formare un gruppo solido di giocatori che credano nel Locarno. Ci serve gente come Maggetti, che si identifichi con il Locarno e che tenga alla maglia.”

Locarno è il suo presente e il suo futuro. Impossibile però non chiedere a Ostinelli di tornare sul suo passato e quegli ultimi tribolati mesi a Bellinzona. “Non ci ho più pensato, tanto indietro non si torna, è solo passato. Bisogna guardare avanti. Anzi, forse è meglio tacere per non rivangare storie che ormai sono passate.”

Ma Giulini lo ha mai risentito? “No, saranno quasi due anni che non ci sentiamo.”

Prima di lasciare Ostinelli ad uno dei numerosi colloqui che sta sostenendo in questi giorni, abbiamo voluto porgli una domanda sui molti giovani che il Lugano ha pescato nelle squadre primavera italiane. Il nuovo ds del Locarno può risponderci a ragion veduta considerando il suo passato nel settore giovanile del Milan da dove provengono i neo bianconeri Mastalli e Piccinocchi...

“Un conto è il giocatore primavera che non trova una collocazione, un altro è quel giocatore di livello, di prima fascia, come lo sono i due messi sotto contratto dal Lugano.

Entrambi sarebbero pronti per giocare in serie B italiana senza problemi. Poi molto dipende dall’allenatore: ci sono quelli che vogliono solo gente esperta e poi ci sono quelli come Zeman che prediligono i giovani. Il giocatore giovane deve essere tutelato e responsabilizzato, e il tecnico boemo lo fa. In fondo quella di puntare su questi ragazzi è una scelta che ha i suoi rischi ma soprattutto logica. A Renzetti si può imputare di tutto meno che non abbia coraggio e idee.

Le premesse per fare bene ci sono tutte, i giocatori sono di qualità e l’allenatore ci crede. Certo, il salto è importante ma se tutto andrà bene, andremo allo stadio e ci divertiremo."

della

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