
"Era da tanto che non mi sedevo su questa poltrona". Esordisce con una battuta la conferenza stampa di mister Andrea Manzo, che domenica tornerà in panchina per la difficile (leggasi "vitale") trasferta a Zurigo contro il GC.
"Andiamo a Zurigo per fare la nostra partita, come squadra, per arrivare al giro di boa con più punti possibili". Quella col Grasshoppers è una sorta di ultimatum all'allenatore bianconero. D'altronde il presidente Angelo Renzetti era stato chiaro: servono punti, anche per guadagnarsi la conferma. "Il calcio è tutto e il contrario di tutto, io penso a lavorare. È da giugno che sono ad interim".
Il Lugano è reduce da nove partite senza vittorie, un filotto negativo che ha immancabilmente scatenato critiche e voci di un esonero dietro l'angolo. "Le critiche ci sono ma dovete valutarle voi giornalisti - prosegue Manzo - Io guardo chi può giocare e chi no valutandone la condizione psicofisica. Ho visto anche la Juventus confusa con il Genoa, può capitare anche a noi".
"Domenica scorsa il pallone pesava qualche etto in più ma è normale: siamo giovani e con pochi veterani della Super League. Paura, tensione e consapevolezza di dover fare risultato ci hanno mandato in confusione nel primo tampo. Nei primi 45 minuti abbiamo giocato in 5, nel secondo tempo in 10 e la squadra si è riunita".
"Sono convinto di aver lavorato bene, molti giocatori sono cresciuti", conclude Manzo.
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