
Tre titoli di campione svizzero, 1 coppa svizzera, tre partecipazioni alla Champions League e una alla Coppa Europa.
Davide Enderlin, dopo cinque stagioni da presidente della Pallavolo Lugano, oggi ha detto basta. Ha deciso di passare il testimone.
Presidente Enderlin, come mai?
“Dopo una lunga e attenta riflessione ho pensato che questo fosse il momento giusto per passare la mano. Voglio lasciare spazio a chi in questi anni ha lavorato tanto dietro le quinte e lo ha fatto in maniera eccezionale. Se lo meritano”.
Chi sarà il nuovo presidente?
“Sarà il signor Pierre Lancianesi, un imprenditore da sempre nel comitato della Pallavolo Lugano. Uno che ha molto a cuore il nostro movimento. Ma ad aver lavorato bene è stato tutto il nostro comitato, gente che in questi anni si è data molto da fare”.
La sua decisione ha forse a che fare con le sue vicende giudiziarie?
“In realtà no, anche se è chiaro che ogni tanto il mio nome può essere da intralcio per la pallavolo e io voglio solo il bene di questa società. Nel contempo credo che sia comunque finito un ciclo e adesso siamo pronti a riaprirne un altro. Io non sarò più presidente ma resterò comunque vicino con la mia famiglia a questo club”.
È vero che state costruendo forse la squadra più forte di sempre?
“Diciamo che ci sono le premesse per allestire una grande squadra. Con il comitato stiamo lavorando molto bene e il mercato potrebbe regalarci ancora colpi importanti”.
L’obiettivo quale sarà?
“Sarà un obiettivo ambizioso. Vogliamo superare il primo turno della Champions League. Credo che sia un risultato che nessun club in Ticino ha mai ottenuto. Per noi sarebbe di grande prestigio. E poi darebbe lustro a tutto il nostro movimento, stimolando ancora di più i tanti giovani che in questi anni abbiamo avviato alla pallavolo”.
E poi c’è sempre un palazzetto nei vostri sogni, vero?
“Beh, sono convinto che noi, così come il basket, possiamo pensare a un futuro importante soltanto quando si costruirà il tanto atteso palazzetto. Speriamo che arrivi in tempi non troppo lontani…”.
L.S.
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