
Con l'incoscienza dei 17 anni e quella classe che è manna del cielo, Breel Embolo sembrava proprio l'uomo giusto per impreziosire la Nazionale rossocrociata.
Col sì del ragazzo alla Svizzera invece che al "suo" Camerun, il più pareva ormai fatto, ma poi è giunto questo sgradito regalo di Natale al veleno...
Infatti, come riportato dalle colonne del romando "Le Matin", l'articolo 7 del regolamento di applicazione degli statuti Fifa, smorza e frustra gli entusiasmi rossocrociati.
Ma qual è davvero il motivo del contendere? Allora, a spiegarlo è Yann Hafner, assistente all’Università di Neuchâtel : "Nonostante non abbia mai vestito la casacca di un'altra nazionale, Embolo non soddisfa nessuno dei quattro criteri richiesti a un giocatore naturalizzato. Per cominciare non è nato in Svizzera, e lo stesso discorso vale anche per i suoi genitori e pure per i suoi nonni. Inoltre, il quarto e ultimo punto vuole che il soggetto in questione abbia vissuto ininterrottamente per un quinquiennio nel suo paese d'adozione, dai 18 anni via. Il regolamento non prevede eccezioni".
Si parlerebbe insomma del 14 febbraio 2020, ossia giorno, mese e anno del 23. compleanno di Breel... E a condizione che il ragazzo non lasci il paese prima di allora. Uno scenario quasi impossibile, quest'ultimo, dal momento che già ora l'astro nascente del Basilea di Paulo Sousa stuzzica l'interesse dei club esteri.
Nessuna speranza? Non è esattamente così. Robert Breiter, responsabile giuridico dell'ASF, è infatti ottimista: "Chiederemo una deroga alla Fifa, l'organo in questione può fare delle eccezioni".
In effetti trapela che è già successo di poter "eludere" l'articolo 7, anche se ogni caso è trattato dalla Fifa separatamente...
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