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Mondiali di calcio
Embolo è ancora bloccato a Zurigo, a rischio l'amichevole con l'Australia
KEYSTONE/GIAN EHRENZELLER
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Ats
2 ore fa
L'attaccante della Nati non ha ancora ottenuto l'autorizzazione per raggiungere la Nazionale negli Stati Uniti — Sempre più probabile la sua assenza nell'ultima amichevole contro l'Australia

L'attesa continua per Breel Embolo, che non ha ancora ricevuto il visto necessario per raggiungere la nazionale svizzera negli Stati Uniti. Con ogni probabilità salterà l'ultima amichevole contro l'Australia. L'attaccante basilese era ancora in attesa giovedì sera, a nove giorni dall'esordio della Svizzera ai Mondiali, previsto il 13 giugno contro il Qatar. «Breel è pronto a partire non appena riceveremo il via libera delle autorità. Vi informeremo non appena ci saranno novità», ha dichiarato giovedì mattina un portavoce dell'Associazione svizzera di football (ASF) dal centro di allenamento elvetico di San Diego. Se inizialmente la Federazione sperava che Embolo potesse raggiungere i compagni già mercoledì, la situazione non si è ancora sbloccata. Appare quindi ormai poco probabile vederlo in campo nell'ultima partita di preparazione, in programma sabato contro l'Australia (ore 21.00 svizzere).

Amdouni o Itten?

Privo del suo principale attaccante, il commissario tecnico Murat Yakin dovrà probabilmente affidarsi a uno degli altri due centravanti a disposizione: Zeki Amdouni oppure Cédric Itten. Il ginevrino rientra da un grave infortunio al ginocchio, ma si allena regolarmente da alcune settimane. Martedì Embolo non ha potuto partire con la squadra perché la sua autorizzazione elettronica di viaggio (ESTA) è stata annullata all'ultimo momento. Il motivo è una condanna penale per minacce pronunciate durante una serata nel 2018. Il giorno seguente, il 29enne si è recato all'Ambasciata degli Stati Uniti a Berna per presentare una richiesta urgente di visto. Secondo l'ASF, ha sostenuto un colloquio «breve e piacevole», consegnando tutta la documentazione giudiziaria richiesta dalle autorità americane.

Il fuso orario non aiuta

Il fuso orario tra la Svizzera e gli Stati Uniti — sei ore con la costa orientale e nove con quella occidentale — rallenta però la procedura. «C'è soltanto una finestra di poche ore ogni giorno durante la quale l'Ambasciata può essere in contatto con il servizio che gestisce il dossier negli Stati Uniti», ha spiegato all'agenzia Keystone-ATS Adrian Arnold, responsabile della comunicazione dell'ASF. Nel migliore dei casi, l'Ambasciata potrebbe ricevere il via libera dagli Stati Uniti venerdì mattina. «Breel dovrà poi recarsi a Berna per ritirare il visto prima di prendere l'aereo», idealmente il volo Swiss delle 13.10 che collega quotidianamente Zurigo e Los Angeles. Arnold ha inoltre risposto alle critiche rivolte alla Federazione per la gestione del caso. L'ASF avrebbe dovuto muoversi prima richiedendo direttamente un visto, considerato un documento più sicuro rispetto all'ESTA? «Naturalmente siamo tutti più intelligenti dopo i fatti», ha risposto Arnold. «Ma se avessimo presentato fin dall'inizio una domanda di visto mettendo in evidenza questa condanna e la richiesta fosse stata respinta, probabilmente saremmo stati criticati ancora di più».