
Non si sono ancora spente le polemiche legate alle affermazioni di Alex Miescher sulla doppia nazionalità di alcuni giocatori della Nazionale rossocrociata che oggi, Izet Hajrovic, attualmente in forza alla Dinamo Zagabria, avversaria questa sera dello Young Boys nella partita di ritorno del payoff qualificativo alla Champions League ha, in un certo senso, interpretato il ruolo di pompiere su quella interminabile diatriba politico-sportiva, che aveva contraddistinto l'avventura elvetica ai Mondiali russi.
Lui, che il 14 novembre del 2012 giocò soltanto 6 minuti con la massima rappresentativa elvetica nell'amichevole contro la Tunisia (gli unici della sua esperienza in maglia rossocrociata), ha - di fatto - gettato parecchia acqua sul fuoco di quelle infinite polemiche. "Non si è trattato assolutamente di una decisione contro la Svizzera e la sua Federazione calcistica, malgrado la decisione dell'allora selezionatore Ottmar Hitzfeld di non più schierarmi, lasciandomi in panchina nelle sucesive partite. Ho deciso di passare alla selezione del mio Paese d'origine per me per i miei genitori".
Da notare, che attualmente, Hajrovic non viene impiegato in Nazionale dal CT Robert Prosiniecki, ex stella del calcio croato. Ma anche in questo caso, Hajrovic dimostra grande intelligenza ed umiltà affermando che "se il Mister ha deciso così, ha sicuramente le sue buone ragioni. Sta a me dimostrare il mio valore con delle prestazioni convincenti", conclude saggiamente l'ex attaccante del Grasshoppers. Ed infine, parlando della sfida di questa sera tra la sua Dinamo e lo Young Boys, aggiunge che "entrambe le squadre meriterebbero di qualificarsi al tabellone principale di Champions League". Ci verrebbe da dire che più moderato di così si muore...
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