
Il comunicato inviato ieri dall’Ambrì Piotta alle diverse redazioni, che parlava di “destabilizzazioni” (vedi articolo suggerito), ha fatto piuttosto scalpore.
Il club leventinese, nelle sue poche righe, ha voluto soprattutto ribadire la fiducia nella squadra e nel suo allenatore Gordie Dwyer e sgomberare il campo dalle voci che erano circolate nelle ore precedenti.
Ma era davvero necessario un simile comunicato?
Il presidente Filippo Lombardi è convinto di sì.“Lo scopo di quel comunicato era soprattutto interno. Volevamo far capire alla squadra che ciò che viene scritto e detto non è sempre vero e che il nostro allenatore fino al termine della stagione sarà Dwyer”.
Chi aveva detto il contrario?“Lo aveva scritto il Tages Anzeiger, dando per acquisita la sostituzione di Dwyer con Cereda. Poi i media ticinesi, come fanno spesso, hanno ripreso la notizia. Noi avevamo il dovere di smentire una notizia assolutamente infondata e pericolosa in questo momento della stagione”.
Non sarebbe bastato dirlo all’interno dello spogliatoio?“Il nostro direttore sportivo Zanatta lo ha fatto, ma ho pensato che avremmo avuto bisogno di una cassa di risonanza maggiore”.
Qualcuno però ha interpretato il comunicato come la volontà di dare la colpa della vostra brutta stagione alla stampa.“Non è assolutamente così, d’altronde basterebbe leggere bene il comunicato. Abbiamo parlato di “brusio di fondo, rumors e negatività espresse da più parti” e soltanto alla fine abbiamo tirato in ballo i giornalisti. Insomma, siete al quarto posto….
A cosa si riferisce con rumors e brusii di fondo?“Mi riferisco anche ad alcuni “tifosi” che sono arrabbiati con la società e che per farcela pagare vogliono creare un ambiente negativo attorno alla squadra. E sappiamo che quando la situazione è delicata gli equilibri risultano essere molto precari”.
E i giornalisti invece che colpa avrebbero?“I giornalisti hanno la colpa di farsi spesso manipolare, soprattutto quando si parla di mercato durante la stagione”.
Da chi?“Da agenti o dirigenti di altri club, che li utilizzano l’Ambrì per avere contratti più alti con altre squadre. È vero che succede un po’ ovunque ma per una società come la nostra può essere deleterio”.
Dando la colpa a tifosi e giornalisti, non rischiate di dare un alibi ai giocatori?“I giocatori si creano un alibi quando credono che il loro allenatore verrà cambiato da lì a poco. In quei casi si delegittima chi deve gestire il gruppo. Poi ricordiamo che non tutti i giocatori hanno lo stesso livello di professionalità: c’è chi non bada a queste voci e che invece si fa influenzare”.
Ora cosa si aspetta?“Come abbiamo scritto, cerchiamo soltanto serenità. Ora ovviamente tocca a staff e squadra lavorare uniti per il mantenimento del posto in serie A”.Al momento è infatti l’unica cosa che conta. Per le polemiche o per rispondere al presidente ci sarà tempo.Magari in quella famosa riunione di fine stagione (con la stampa che potrà accedervi, ndr) nella quale le varie componenti dell’Ambrì dovranno guardarsi in faccia per impostare il futuro.Perché andare avanti così a lungo sembra difficile.
Luca Sciarini
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