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Eccellente 2. posto in Francia per Marciello
Redazione
18 anni fa
Kart: piazzamento di prestigio alle World Series

Prestazione da incorniciare per Raffaele Marciello che nel weekend appena trascorso era impegnato nelle World Series (il top internazionale del kart) di Angerville: l’unico rappresentante ticinese presente in Francia ha infatti centrato un prestigioso secondo posto in una delle gare più impegnative dell’anno e alla quale erano iscritti un centinaio di concorrenti, compresi ovviamente tutti i migliori piloti europei e mondiale. Marciello conferma così anche a livello internazionale la sua costante crescita. Già vicinissimo alla vittoria qualche settimana fa all’Open Master di Lonato, il giovane pilota di Caslano (13 anni) ha messo in pista tutta la sua grinta nel corso della tre-giorni francese. Marciello, che da quest’anno corre con il nuovo gruppo di Gianluca Beggio (già 5 volte campione del mondo di kart), ossia lo Spirit Racing Team, è stato addirittura imperiale nella semifinale di sabato, corsa sotto una pioggia battente e su una pista difficilissima da gestire: Lello si è permesso il lusso non solo di vincere la manche e qualificarsi per la finale di domenica, ma ha pure inferto 12” di distacco a uno dei fenomeni mondiali del kart, ossia Carlos Sainz Junior, che altri non è che il figlio del celebrato campione spagnolo di rally. Un bel colpo che non è certo passato inosservato agli occhi dei moltissimi osservatori che seguono il Circuito Internazionale. Domenica Lello è partito in nona posizione, ma non si è perso d’animo, risalendo velocemente la china: sorpasso dopo sorpasso si è portato al secondo posto, posizione che ha conservato senza problemi fino al termine. Una piazza d’onore di prestigio, si diceva, e che a questi livelli da tempo non arrideva più a un pilota svizzero. “Sono contento – ci ha detto Lello – Però ho ancora tanto da lavorare e imparare. Ma il sacrificio paga sempre”. E soddisfatto anche Beggio: “Lello sta andando ancora meglio di quanto potessi sperare. Lo abbiamo preso perché abbiamo visto in lui il talento e la serietà: abbiamo fatto bene!”. Vincere una gara delle World Series, al primo anno di partecipazione, non è più un semplice sogno.

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