
Felice Pasotti se n’ è andato proprio mentre il suo Bellinzona sta provando ad uscire da una crisi sfociata un anno fa nel fallimento. Avrebbe voluto dare un colpo di mano ma la salute non gliel’ha permesso. I suoi consigli disinteressati erano sempre ascoltati, il suo pragmatismo e la sua discrezione ne avevano fatto un punto di riferimento per i tifosi granata. E non solo negli anni in cui era stato dirigente, dal 1990 al 1994, ma anche dopo, quando a Bellinzona erano approdati personaggi d’altri mondi quali Gianmarco Calleri e soprattutto Gabriele Giulini, la cui politica societaria non l’aveva mai convinto.
Pasotti è stato soprattutto un grandissimo tifoso del Bellinzona, club nel quale aveva giocato negli Anni Sessanta a livello giovanile. Vicepresidente durante la breve parentesi di Bruno Bassetti, in un momento non certo facile per la società della Capitale confrontata con problemi economici, è stato prezioso collaboratore anche di Felice Lazzarotto prima e Luca Zorzi poi, dai quali era molto considerato per la sua competenza in campo amministrativo e sportivo. Aveva fondato il Club dei 100, del quale è stato vice-presidente sino al 2013.
Molto attivo politicamente nel suo comune di Sementina (per il Partito Popolare Democratico), era pure un grande tifoso dell’Ambri Piotta, del quale non mancava mai alle partite casalinghe.
Lascia la moglie Graziella e la figlia Stefania.
M.A.
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