
L’attaccante brasiliano Nicolas Ceolin, neo bomber granata, è l’erede di Paulo Cesar Camassuti, idolo dell’ACB negli Anni Ottanta?
I vecchi tifosi granata, quelli che hanno vissuto la seppur breve epoca d’oro di Paulo Cesar e Mario Sergio, non stavano più nella pelle quando hanno visto in campo Nicolas Ceolin, attaccante brasileiro da poche settimane al servizio di Mister Patelli. A qualcuno è scappato anche una lacrima, ricordando i bei tempi andati, quando l’ACB stava nei quartieri alti del calcio svizzero. Oggi si devono accontentare della Seconda Elite ma in cuor loro sperano che la scalata verso categorie più prestigiose sia pveloce e redditizio. Ma chi è in realtà Nicolas Ceolin? È un ragazzo 29enne nato a Passo Fundo, Rio Grande do Sul, cresciuto calcisticamente nel Vitoria de Bahia, “nella quale ho avuto il piacere di conoscere Dida, portiere del Milan e della nazionale brasiliana” ha dettoCome mai a Bellinzona?“Questo club è preceduto dalla sua fama. Quando giocavo a Verbania e prima ancora in Brasile, ho sentito parlare del suo generosissimo ed appassionato pubblico e della sua storia. Non ci ho pensato due volte ad accettare la sua proposta, anche perché da qui vuol ripartire la mia carriera!”
Nicolas è una sorta di giramondo. In particolare ha militato in alcuni club dell’Est Europa.“Avevo 16 anni, quando un procuratore ucraino mi ha visto giocare a Bahia e mi ha chiesto se volessi seguirlo nel suo paese. Accettai, pur se con qualche remora. Non conoscevo l’Ucraina, le sue abitudini e i suoi costumi. E poi era molto lontano da casa mia. A distanza di anni posso comunque dire di essermi adattato bene e di aver pure imparato il russo. Dal Metallurg Donetsk, alla Dinamo Minsk in Bielorussia sono poi passato al Montepellier, alla Dinamo Zagabria, ai cechi dello Zilina, all’Honved Budapest e al Gyori, quest’ultime compagini ungheresi. Con due partecipazioni all’Europa League con il Minsk e il Gyori”.
Poi la sua carriera ha avuto un’improvviso appannamento.“Ascoltando i consigli di un manager sono finito a giocare in Serie D, Bra prima e Verbania poi. Speravo fosse un trampolino di lancio e invece si è rivelata una brutta esperienza. Salari sempre in ritardo e strutture decisamente fattiscenti. Impossibile continuare. Cosi ho accettato il Bellinzona e dopo circa un mese posso dire di aver scelto bene!”.
Tre gol in due partite (Coppa e campionato), eppure i titolari sono Borce Manev e Gaston Magnetti. E qualcuno in tribuna mugugna…“Ma no, sono l’ultimo attaccante arrivato e credo che l’allenatore abbia tutti i diritti di scegliere. Non ne farei un dramma. E poi non sono ancora al top della forma”Come vede il Bellinzona?
“Una bella squadra, forte e compatta. Credo che il nostro pubblico si divertirà…”M.A.
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