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Sport
Due medaglie per la Svizzera ai mondiali di canottaggio
Americo Bottani
3 anni fa
Due coppie di svizzeri riescono ad aggiudicarsi una medaglia d'oro e una medaglia d'argento durante i mondiali di canottaggio che hanno avuto luogo a Belgrado.

“Oro” per il due senza élite di Andrin Gulich e Roman Röösli. La penultima giornata dei mondiali di Belgrado regala pure una medaglia d’argento per il doppio “leggero” di Raphäel Ahumada e Jan Schäuble.

La Svizzera prima ai mondiali

Anche in questa penultima giornata del mondiale serbo, non è mancato l’inno elvetico. Il merito va al due senza élite che ha potuto godere dell’apporto dell’esperto Roman Röösli in qualità di prodiere, quinto a Tokyo nella specialità del doppio. Uno che sa dare la necessaria accelerazione al momento giusto. La dimostrazione si è avuta nella combattutissima finale odierna. Ne ha approfittato il 24enne zurighese Andrin Gulich. Ai primi due rilevamenti cronometrici: 500 e 1000 metri è l’Irlanda a fare l’andatura, seguita da Gran Bretagna e Svizzera. Tutto cambia ai 1500, con il preventivato cambio di passo messo in atto da Guliche e Röösli. Il finale è tutto a tinte rossocrociate. Medaglia d’argento per la Gran Bretagna che, proprio negli ultimi metri supera l’Irlanda.

La gioia dei due rossocrociati è indescrivibile. Così si è espresso Roman Röösli: “Finalmente campioni del mondo. Ho gareggiato ai mondiali dal 2013 senza la gioia di un titolo. Ora, finalmente ce l’abbiamo fatta. Sono felicissimo”. Gli fa eco il compagno di barca: “Ci abbiamo pensato negli ultimi mesi. Il titolo era ovviamente l’obiettivo. Sinceramente mi sarei accontentato di un posto sul podio. Non ho mai ottenuto una medaglia a livello di mondiali élite. Questa è la prima e ne sono felice”.

Argento per il doppio “leggero” con un po’ di rammarico

Raphaël Ahumada e Jan Schäuble, recenti vincitori del titolo europeo, alla vigilia della rassegna iridata, non nascondevano i propositi di bissare il successo anche a livello mondiale, pur consapevoli della forza degli avversari, in particolare degli irlandesi Fintan Mc Carthy e Paul O’donovan, campioni del mondo uscenti e dominatori della specialità sin dal 2019. Tutto sembrava andare per il giusto verso quantomeno sino al terzo rilevamento cronometrico superato al comando seppure con un risicato vantaggio di 14 centesimi sull’Irlanda Nel finale, i nostri, fors’anche stanchi per lo sforzo profuso, si vedono superare dai “verdi” irlandesi che consolidano così il dominio della specialità. Auhmada e Schäuble riescono tuttavia a salvare l’”argento”, respingendo il veemente attacco portato loro dall’Italia, staccata di soli 39 centesimi.

Note positive per i due quattro di coppia

L’aver raggiunto la qualifica per il Giochi di Parigi può essere già considerato un traguardo certamente non di poco conto. Per l’armo femminile, vincitore quest’anno della CdM di specialità, si tratta di una prima in assoluto. Oggi Célia Dupré e compagne non hanno sfigurato di fronte a equipaggi veramente intrattabili come Gran Bretagna, Olanda e Cina. Un quarto posto che fa ben sperare per il loro futuro. Lo stesso dicasi per il giovane quartetto maschile (media 24,5 anni) che ha concluso la prova al quinto rango alle spalle di Olanda, Italia, Polonia e Gran Bretagna.

Secondo posto nella finale B per il 4 senza maschile

Per il 4 senza elvetico di Kai Schätzle, Patrick Brunner, Tim Roth e Joel Schürch, vincitore quest’anno della Coppa del mondo di specialità, il sogno di poter staccare l’ultimo pass disponibile per Parigi 2024 è sfumato a 300 metri dalla linea del traguardo. In effetti, fino a quel momento il quartetto rossocrociato veleggiava saldamente al comando con un comodo vantaggio su Romania, vice-campione olimpico in Giappone e Italia, staccate di 2”’01, rispettivamente 2”36. Il finale, come si può ben intuire, è al cardiopalma. Romania e Italia provano ad attaccare la Svizzera che, tuttavia, reagisce con tenacia, ma i rumeni alzano vorticosamente il numero delle palate e proprio nel finale superano per 2”36 il quartetto rossocrociato, sfilandogli pertanto quell’agognato biglietto olimpico. Italia terza a 3”36. Più staccate, Sudafrica, Ucraina e Danimarca.

Parigi è ormai lontana per il doppio “leggero” femminile

Non ci sarà un’olimpiade bis per il doppio “leggero” femminile rossocrociato. Frédérique Rol e Patricia Merz, mai hanno saputo entrare nel vivo della gara che ha visto un susseguirsi di mutamenti per quel che riguarda le prime posizioni. Nel finale l’ha spuntata l’Irlanda che ha prevalso per 1”05 sulla coriacea formazione della Polonia. Terzo posto per l’Italia, seguita da Svizzera, Francia e Grecia. Domani è la volta di Aurelia-Maxima Janzen. Un terzo posto nella finale B basta per staccare il pass per Parigi.

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