
Domenica il durissimo sfogo contro la sua squadra, lunedì la visita a una fabbrica per capire il vero significato delle parole “lavoro” e “sacrificio”. Reazioni e punizioni che in poco tempo hanno fatto il giro d'Europa.
Per alcuni Tramezzani ha esagerato (noi siamo di questo "partito"), per altri la strategia del mister è legittima e porterà i frutti sperati. Lo vedremo con il tempo. Magari già dalla partita di domenica a Cornaredo contro lo Young Boys.
Intanto però Tramezzani, da domenica, non parla più. Nemmeno domani, quando alle 12.30 allo stadio è prevista la consueta conferenza stampa pre-partita del venerdì.
Un appuntamento a cui nemmeno il taciturno Zeman mancava mai. Una prassi consolidata in tutta la Svizzera (per non dire Europa). Davanti a taccuini e telecamere il Lugano darà invece “in pasto” Fulvio Sulmoni e Antoine Rey. Giocatori esperti e ragazzi intelligenti, per carità, ma che si troveranno di fronte al delicato compito di dover spiegare come abbiano vissuto quest’ultima insolita settimana.
Già, perché è ovvio che l’argomento di domani sarà solo ed esclusivamente quello: “la furia di Tramezzani”.
Chi ha scatenato l’incendio invece non ci sarà.
Saranno altri a dover spegnere le fiamme. O perlomeno tentare di farlo.
È giusto?
L.S.
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