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Doping: no al carcere
Redazione
12 anni fa
Una legge varata in Germania rimette in discussione il ruolo degli atleti nella lotta al doping

Sir Craig Reedie, 73enne Presidente della Wada (World Anti-Doping Agency) si è dichiarato contrario al carcere per gli atleti trovati positivi ai controlli anti-doping.

Ieri a Parigi si è svolta una riunione del Consiglio molto animata a seguito di una legge antidoping approvata in Germania che prevede fino a tre anni di carcere per gli atleti trovati positivi.

Di fatto viene rimesso in discussione il ruolo dell'atleta, direttamente responsabile in caso di assunzione di sostanze illecite.

Al momento ha vinto il fronte dei contrari, ma di certo se ne tornerà a discutere soprattutto se i controlli positivi continueranno ad essere numerosi, specie tra gli atleti a livello amatoriale.

Altro problema al tavolo di discussione il laboratorio di Rio de Janiero, al momento non ancora accreditato a livello internazionale, un fatto molto preoccupante visto che in Brasile si svolgeranno le Olimpiadi del 2016.

Durante la riunione il Consiglio ha anche aumentato del 3% il budget 2015 per la lotta al doping. Il CIO ha fornito 10 milioni di dollari, analoga cifra sarà versata dagli stati  che hanno firmato la convenzione con l'Unesco, per una somma totale di 20 milioni.

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