

Così il ticinese Michael Fora, ai microfoni della RSI: «Che cosa passa per la testa? Poco e tanto. Il valore di questa medaglia è il valore di una squadra che lotta con il cuore, una squadra che non è riuscita ancora a centrare l'obiettivo più grosso ma che ha grande spirito. Siamo andati ancora più vicini rispetto all'anno scorso, forse è mancata un po' di convinzione, è mancata energia nei momenti chiave, è mancato un pizzico di coraggio, quello che ha caratterizzato la Svizzera in precedenza».
La piazza si svuota velocemente, rimangono le lacrime e i rifiuti dei fast food americani. E proprio gli americani, ora, festeggiano.
A caldo, anzi a caldissimo ecco le reazioni della piazza, a Lugano, dopo l'1-0 con cui gli Stati Uniti hanno superato la Svizzera nella finale dei Mondiali di hockey.
Quanto fa male. La Svizzera, pur soffrendo, era vicina al grande sogno: la medaglia d'oro. Medaglia che, invece, va al collo degli statunitensi, al primo, vero successo iridato dopo anni e anni di magra: l'ultimo titolo risale infatti agli anni Sessanta. In piazza, a Lugano, un bambino si è aggrappato al padre, in lacrime, per superare la delusione.
Overtime amaro, anzi amarissimo per la Svizzera. Gli Stati Uniti, infatti, trovano infine l'1-0 con quel diavolo di Thompson. Il Mondiale, ancora una volta, non ci sorride. La nazionale di Patrick Fischer chiude dunque la rassegna con la medaglia d'argento. È mancato l'acuto finale, che peccato.
Manca sempre meno alla terza sirena e la Svizzera non sfonda. Per fortuna, il power play di cui ha beneficiato l’America non ha prodotto reti a stelle e strisce. Si resta sullo 0-0, ma quanta tensione.
La piazza, forse stanca di aspettare, prova ad ammazzare il tempo accendendo un fumogeno. Purtroppo, però, non è per annunciare un gol rossocrociato...
Quasi metà del terzo conclusivo se n’è andato e, ancora, le due squadre non vogliono saperne di segnare. Questa finale davvero chiusa e tesissima. E dire che Svizzera e USA sono le due squadre che hanno segnato di più in questo torneo.
La Svizzera non solo non riesce a segnare, ma nel secondo periodo ha pure sofferto e non poco la verve degli americani. Come la mettiamo? Lo abbiamo chiesto ai tifosi in piazza
Anche in questo secondo periodo l’equilibrio regna sovrano, al di là di una certa predominanza statunitense.
Prima i fischi, poi l'esplosione di gioia dopo il rigore fallito dagli americani. Ecco la reazione della piazza.
Si resta sullo 0-0. Il rigore, concesso dopo un intervento falloso di Fora, è stato neutralizzato dall'ottimo Genoni. Garland ci ha provato, insomma, ma il portierone rossocrociato ha retto l'onda d'urto.
Gli americani stanno crescendo e mettendo sempre più pressione sulla difesa elvetica. Difficile, per la Svizzera, replicare. Anche perché gli americani, dopo una partenza lenta nel primo periodo, ora sembrano aver carburato.
Gli americani stanno crescendo e mettendo sempre più pressione sulla difesa elvetica. Difficile, per la Svizzera, replicare. Anche perché gli americani, dopo una partenza lenta nel primo periodo, ora sembrano aver carburato.

In mancanza di particolari emozioni, a Lugano si vive un clima da tranquillo picnic domenicale, interrotto solo dall’ottimo intervento di Genoni a fine primo tempo che ha fatto sussultare la piazza con un lungo applauso e un coro in suo onore.

