
Quello che sembrava impensabile si è avverato ieri sera al Letzigrund di Zurigo. Leggendo le formazioni sulla carta si era tranquillamente portati a pensare che gli elvetici, favoriti del girone insieme alla Grecia, avrebbero fatto un sol boccone dei semi - professionisti del Lussemburgo, che venivano da ben 55 sconfitte consecutive nelle qualificazioni. Invece come sempre accade i pronostici fatti prima di giocare, vengono puntualmente sovvertiti dal campo. Una nazionale quella di Hitzfeld apparsa senza idee e con una mancanza di sicurezza in difesa, da sempre punto di forza dell'undici rossocrociato, decisamente preoccupante in chiave qualificazione. Dopo aver risposto al vantaggio ospite di Strasser con un bel gol di N'Kufo sul finire di primo trempo, tutti pensavamo che il peggio fosse superato e che nella seconda frazione i rossocrociati sarebbero riusciti ad avere la meglio. Invece a cinque minuti dal termine la doccia fredda di Lewek che ha sancito una sconfitta ampiamente meritata. A tempo quasi scaduto uno sfortunatissimo Lustrinelli manda sulla traversa le speranze elvetiche di riacciuffare il pari, che sarebbe stato comunque un mezzo disastro, ma sempre meglio di una sconfitta. L'arrivo di Hitzfeld si pensava bastasse a garantire un ulteriore salto di qualità alla nazionale, invece dopo un punto in due partite contro avversari decisamente abbordabili c'è già chi si interroga sulla bontà della scelta effetuata. Sicuramente le colpe di questa debacle vanno suddivise tra giocatori e staff tecnico, ma con un po' di tempo in più per lavorare siamo certi che la nostra nazionale si presenterà alle prossime partite di qualificazione più solida e determinata a recuperare i punti lasciati per strada. In fondo siamo solo alla seconda partita e anche se la strada è già in salita, tempo per recuperare ce n'è ancora, ma urge un cambiamento di rotta per arrivare agli scontri diretti preparati.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

