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"Dicono che ci assomigliamo..."
Redazione
13 anni fa
Così J.J. Aeschlimann sul figlio Marc, fresco di rinnovo triennale con il Davos

Quattro partite in NLA, una alla Spengler. È così che nel giro di poche settimane ha preso avvio la carriera “tra i grandi” di Marc Aeschlimann, figlio di Jean Jacques, 18enne giocatore del Davos.

Negli scorsi giorni Marc ha firmato un contratto triennale con i grigionesi. Un primo importante passo verso una carriera che si prospetta brillante.

Con il papà, direttore amministrativo del Lugano, abbiamo ripercorso le tappe che hanno portato il figlio sino alla corte di Arno Del Curto.

“Marc ha lasciato Lugano quando aveva 14 anni. Ha sempre avuto in testa di abbinare l’hockey agli studi nel ramo commerciale. Le possibilità erano due: o la SCC a Bellinzona o il liceo a Davos. All’epoca si è iscritto ai provini del Davos, per fortuna o per merito è stato scelto e da lì in poi le cose sono andate quasi da sole.”

Tutta la trafila nel settore giovanile sino al primo contattato con la squadra maggiore. La prima convocazione è arrivata il 23 novembre nella partita contro gli ZSC. La proposta di rinnovo è giunta poco dopo. “Da quando è entrato in prima squadra tutto si è velocizzato molto. Evidentemente ha colpito Del Curto. Se uno come lui ti offre un triennale è perché vede un gran potenziale.

Partito giovanissimo il grande pubblico ticinese non conosce Marc come giocatore. “È un centro two-ways molto versatile – ci ha detto JJ – Per la sua età è molto maturo, sa assumersi molte responsabilità, soprattutto in fase difensiva. Insomma, è quel tipo di centro che piace a Del Curto."

Di ruolo centro, proprio come il papà... “Quelli che lo vedono giocare lo paragonano...a me. Io onestamente non me ne rendo conto ma gli osservatori dicono che ha il mio stesso stile e che il suo pattinaggio ricorda molto il mio. Non so se ciò sia positivo o meno... (ride, ndr.)”

Ma prima di rinnovare con i gialloblù, un pensierino per un ritorno a Lugano non è stato fatto? “A Davos si è sempre trovato bene. Inoltre a giugno riceverà il diploma commerciale ma ha intenzione di ottenere anche la maturità e, anche in quest’ottica, restare nei Grigioni era la scelta più logica.”

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