
È la regina delle classiche, è l'inferno del nord, è la Parigi-Roubaix: e quest'edizione ha incoronato John Degenkolb, tedesco della Giant-Alpecin, che ha preceduto con una meravigliosa volata sei avversari, tra i quali lo svizzero Martin Elmiger della IAM (5.). Insomma, dopo il buon 10. piazzamento al Giro delle Fiandre di domenica scorsa il rossocrociato si è ripetuto.
Il "grande sconfitto" è il belga della svizzera BMC, ossia Greg Van Avermaet, che ha inseguito davvero il successo ma ha chiuso solo 3., alle spalle del ceco Zdenek Stybar e del 26.enne protagonista di questa edizione numero 113 della Parigi-Roubaix. Per quanto riguarda ancora Van Avermaet - terzo pure al Fiandre - un altro buon risultato, ma anche un'altra... beffa.
E Degenkolb? Già vincitore lo scorso 22 marzo della Milano-Sanremo 106, il corridore classe 1989 (che è anche un poliziotto e più precisamente un sergente di polizia) ha voluto e costruito questo successo, ha vinto meritatamente, dimostrando che anche uno sprinter può domare il pavé della regina delle classiche e centrando pure una doppietta difficile: era infatti dal 1987 - con l'irlandese Sean Kelly - che mancava l'accoppiata Sanremo-Roubaix.
E un tedesco non si imponeva nell'inferno del nord addirittura dal 19 aprile 1896: era la prima edizione e a festeggiare fu Josef Fischer.
Dagli almanacchi alla... sfiorata tragedia odierna: a un passaggio a livello, infatti, una trentina di corridori non si fermano e passano solo pochi secondi prima del treno!
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