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"Daprelà doveva sapere che il suo intervento era pericoloso"
"Daprelà doveva sapere che il suo intervento era pericoloso"
"Daprelà doveva sapere che il suo intervento era pericoloso"
Redazione
8 anni fa
Lo afferma l'avvocato Daniele Moro, presidente della Commissione disciplinare della Swiss Football League

In attesa di sapere se il Lugano farà oppure no ricorso, torniamo alla sentenza emessa ieri dalla Commissione disciplinare della SFL che ha squalificato per 6 giornate Fabio Daprelà. Ricordiamo che in caso di ricorso la commissione potrebbe sì diminuire la squalifica ma anche aumentarla.

Il brutto e scomposto intervento di Fabio Daprelà è stato sanzionato con 6 giornate di squalifica, delle quali 2 già scontate per la sospensione preventiva.

Tre i capi d’accusa che hanno portato all’esemplare castigo, l'intervento grossolano, deliberato e brutale, che ha causato la rottura dei legamenti crociati del ginocchio destro di Cedric Itten.

Per cercare di saperne di più sulla decisione presa nei confronti del difensore bianconero, TeleTicino ha interpellato l'avvocato Daniele Moro, ex giocatore di Chiasso e Zurigo nonché presidente della Commissione disciplinare della Swiss Football League: "Dal nostro punto di vista, l'intervento di Daprelà è un fallo grossolano che ha portato ad una sanzione di 6 giornate di squalifica. Per la Commissione disciplinare della SFL è molto importante la dinamica dell'azione. In questo caso specifico, il giocatore bianconero non aveva più la possibilità di raggiungere il pallone. Inoltre, considerando la brutalità dell'intervento, la Commissione è giunta alla conclusione che il giocatore doveva sapere che il suo intervento avrebbe potuto causare un danno grave. Questo fattore ha determinato l'aumento della squalifica da 2 a 6 giornate".

Sarà fantascienza, ma a partire dallo sport professionistico americano si chiede da parte dell’opinione pubblica di valutare una durata della squalifica pari allo stop subito dal giocatore vittima di un intervento falloso. Possibile o semplice speculazione illusoria?

Daniele Moro: "Secondo me non è realistica, perché in Svizzera, sia nel calcio sia nell'hockey le rispettive commissioni disciplinari si limitano a sanzionare un certo tipo di comportamento, ma indipendentemente dalle conseguenze che l'avversario ha subito. Di conseguenza, la sanzione dev'essere in relazione con l'offesa che è stata apportata all'avversario, ma misurata sulla base  della violenza, dell'impatto o della mancanza di scrupoli che un giocatore può avere nei confronti dell'avversario, ma non in rapporto alla durata dell'assenza del giocatore ferito.

Maggiori particolari nel servizio del Tg Sport di TeleTicino in onda dalle 19.25

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