
Più tiri in porta, più possesso palla. Più tutto. Meno l'unica cosa che davvero conta: i gol.
La verità, per quanto banale possa sembrare, è sempre e solo una: nel calcio se segni vinci, altrimenti perdi.
Il Grasshopper, tutt'altro che in formato extra lusso ieri al Letzigrzund, ha fatto quello che i bianconeri non sono stati in grado di fare: colpire nei momenti chiave, fare male quale l'occasione si presenta.
Se è vero che Celar una rete l'ha fatta, altre 2 o 3 se le è divorate e il montante di Aliseda poi, urla ancora vendetta.
Per carità, bravo (e anche fortunato) fra i pali delle "cavallette" il lusitano Moreira ma qualcosa di più andava fatto.
Un rammarico ben presente anche nelle parole di mister Croci Torti.
La classifica di Super League per il momento è meglio non guardarla troppo.
I bianconeri sono sì quarti, in un posizione che vale l'Europa e a 4 lunghezze dal Servette secondo, ma sono anche ad appena due punti dal Lucerna settimo.
Insomma, un'ammucchiata che verrebbe voglia di definire senza precedenti se non che nella nostra massima lega situazioni del genere si ripresentano ciclicamente.
Ma come detto, non è tempo per stare a fare calcoli o riflessioni sul rango occupato in campionato. Testa, cuore e gambe devono essere rivolte alla semifinale di Coppa in programma mercoledì contro il Servette. Una sfida che potrebbe regalare ai bianconeri una nuova giornata memorabile, proprio come quella vissuta il 15 maggio dell'anno scorso.
Allo Stade de Geneve quanto successo sin qui non conterà nulla, come nulla questi 90 minuti avranno a che vedere con quelli disputati ieri a Zurigo.
Parola di Mattia Croci Torti.

