
Dopo le giornate di campionato di settimana scorsa, a tener banco è la nuova tolleranza zero applicata dagli arbitri. Voluta dal coach della Nazionale Patrick Fischer per abituare i giocatori rossocrociati al metro di giudizio internazionale, ha raccolto feedback non sempre lusinghieri (vedi articolo suggerito).
"È evidente che non si può continuare così. Sono state fischiate penalità appena accennate", aveva detto giovedì sera un irritato Hans Kossmann. E in effetti, se pensiamo che nei primi in 6 minuti di gioco sono stati inflitti ben 10 minuti di penalità, appare evidente come i giocatori dovranno ben presto abituarsi.
"Davvero vogliamo vedere una cosa simile? - aveva tuonato Doug Shedden ai microfoni di Fuorigioco - Non è hockey. Sembra una partita tra 'special teams', ogni volta che c'è un contatto arriva la penalità". Diciamolo, l'idea di Fischer non ha decisamente raccolto il favore dei colleghi. Nelle sei partite giocate giovedì i minuti di penalità complessivi sono stati ben 210, 40 in Lugano - Losanna e addirittura più di un'ora (64') in Servette - Berna!
E anche ieri sera la situazione non è migliorata. Ma cosa ne pensano i giocatori? Lo abbiamo chiesto a Inti Pestoni, che venerdì scorso ha fatto un bel "regalo di Natale" ai suoi ex tifosi con una rete al Lugano, e a Dario Simion, ticinese classe 1994 che si è ritagliato uno spazio importante a Davos alla corte di Arno Del Curto.
"Per me è qualcosa di positivo per la Nazionale. Nelle competizioni internazionali e in America è così che si fischia", ci dice Pestoni. "Di sicuro i giocatori tecnici e veloci saranno i più avvantaggiati".
Dopo tante voci critiche, dunque, una che accoglie con favore questa nuova svolta. Anche se non sarà facile assimilarla rapidamente: "Lo spettacolo ne risente e non so quanto tempo ci vorrà per assimilare questa 'tolleranza zero', ma per me è qualcosa di positivo - prosegue - La maggior parte delle penalità fischiate riguarda falli fatti con il bastone, in questo modo si pone un freno a questo modo di giocare. È più hockey".
Se un giocatore tecnico come Pestoni non può che salutare favorevolmente questo cambiamento, mentre si prospettano tempi duri per i vari Lapierre, Morant e Antonietti: "Per loro sarà più difficile. Lapierre però, visto che ha giocato in NHL, non lo vedo così svantaggiato".
A riprova di quanto affermato, da quando è stata introdotta la nuova tolleranza zero Pestoni non ha ancora preso nessuna penalità. Un buon modo di chiudere il 2016, insieme al gol di venerdì: "Ci tenevo particolarmente", ci confessa.
Ma quella di Pestoni rischia di essere una delle poche, pochissime voci fuori dal coro. "Nelle ultime due partite si è esagerato: così non è hockey", ci dice Dario Simion. "Penalizzano ogni contatto con il bastone, secondo me era meglio prima. Se proprio si deve intervenire, mi sarei concentrato sui check sporchi, come quelli da dietro, o su altri falli di frustrazione..."
"Sembra una partita tra special teams, se vogliono mantanere queste regole ci vorrà tempo affinché vengano assimilate". Un'analisi, quella del giovane ticinese, che ricalca quella fatta da Doug Shedden la scorsa settimana. E il collega Arno Del Curto ha già preso delle contromisure: "Negli ultimi allenamenti si è concentrato sugli special teams".
Anche per Simion nessun minuto sulla panchina dei penalizzati, ma la speranza è quella di tornare al più presto ai tempi antecedenti la "riforma-Fischer". E a giudicare dalle reazioni, non è l'unico ad augurarselo.
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