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Cos'ha lasciato Zeman a Lugano?
Cos'ha lasciato Zeman a Lugano?
Cos'ha lasciato Zeman a Lugano?
Redazione
10 anni fa
I tifosi si dividono: i pro e i contro il boemo. Qual è la sua eredità alla squadra bianconera?

Zeman non c’è più.

I tifosi si sono spaccati.

C’è chi lo rimpiange e chi no.

Ma Zeman, cos’ha effettivamente lasciato a Lugano?

Qual è la sua eredità?

Se è vero che il boemo aveva ormai rotto con gran parte dell’ambiente, dal presidente, reo di avergli fatto promesse non mantenute, ai giocatori, spesso criticati per non essere all’altezza del suo progetto tecnico, è anche vero che l’anno di Zeman non è stato completamente negativo.

Al di là della salvezza raggiunta, ancorché all’ultima giornata e con un pizzico di fortuna, Zeman ha lasciato tracce significative con il suo lavoro sul campo.

Il boemo ha saputo inculcare nei giocatori (soprattutto i più giovani), la cultura del lavoro, che nel nostro calcio è spesso negletta.

Obbligando la squadra a recitare sempre le regole di un calcio propositivo, ha messo i giocatori in grosse ambasce tattiche e mentali. Problemi che hanno probabilmente costretto i giocatori a crescere singolarmente ma che non hanno purtroppo avuto un riscontro sul piano collettivo.

La sensazione, o meglio la speranza, è che il lavoro seminato da Zeman darà i suoi frutti già dalla prossima stagione. Magari con un allenatore più attento alle esigenze e alle qualità del gruppo che avrà disposizione.

Detto questo, Zeman a Lugano ha dimostrato anche tutte le sue debolezze.

Il mito che si portava appresso dall’Italia si è presto sgonfiato: l’uomo ha dimostrato ancora una volta di non sapersi adattare a nuove realtà, tetragono al suo 4-3-3, forza, ma soprattutto limite di un calcio invece in continua evoluzione.

Poco convincente nella lettura delle partite, Zeman ha toppato clamorosamente nella preparazione fisica, in quello che invece avrebbe dovuto essere il suo cavallo di battaglia.

La sua delusione, sfociata in frustrazione, lo ha portato a non sopportare più l’ambiente e a lasciarsi andare a dichiarazioni tristi e offensive che alla fine rischiano di offuscarne pesantemente l’immagine.

Zeman a Lugano non verrà mai dimenticato, questo è certo.

La fama e la visibilità che ha portato in riva al Ceresio saranno difficilmente ripetibili.

E forse è stata tutta questa grande aspettativa a farci restare male, una volta scoperto che Zeman è un allenatore come tutti gli altri, soltanto con idee un po’ vecchie e che mal si adattavano con la nostra realtà.

L.S.

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