
Storico cambiamento quello adottato oggi dalla Federazione Internazionale di Tennis (ITF), che ad Orlando (Florida) ha ufficializzato la riforma della Coppa Davis. Il nuovo formato di stile calcistico (6 gruppi di tre squadre) della centenaria massima competizione a squadre mondiale prevede la partecipazione di 18 squadre, che si contenderanno la prestigiosa insalatiera d'argento in una sola settimana e ina località predefinita.
Il nuovo progetto, dopo una fase di qualificazione, proporrà un torneo finale con 18 nazioni che si affronteranno a fine stagione, in una località predefinita con sfide alla meglio dei tre set. Una vera e propria rivoluzione, che non può ovviamente piacere ai tradizionalisti e a coloro che amavano il vecchio torneo nato con l'intento di valorizzare l'amor patrio e l'attaccamento alla propria bandiera.
Gli innovatori, guidati dall'ex difensore del Barcellona e della Nazionale spagnola Gerard Piqué, mettendo sul piatto cifre iperboliche (3 miliardi di dollari sull'arco di 25 anni), hanno cercato di trovare una soluzione per riportare in Davis i migliori giocatori che negli ultimi anni avevano spesso snobbato il torneo. Tra questi, anche gli elvetici Roger Federer e Stan Wawrinka, che avevano conquistato la mitica insalatiera nel 2014 e che poi si erano defilati.
La prima edizione della rinnovata fase finale della rinnovata Coppa Davis, verrà disputata a metà novembre del 2019.
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