
"Fischeriani" che - dopo due sconfitte consecutive in trasferta - tornano sul ghiaccio amico della Resega per mandare metaforicamente in avaria il motore degli aviatori di Simpson.
Chiesa è il primo giocatore della gara a provarci, in diagonale.
Passa qualche minuto ed è ancora Chiesa l'unico a mostrarsi propositivo e un po' concreto in un Lugano che attacca a testa bassa ma è troppo fumoso.
E più tardi, dalla blu, chi poteva scoccare il terzo tiro bianconero di questa domenica se non Chiesa? La fortuna però non lo assiste.
È infruttuosa pure la staffilata di Calle Andersson.
Quando anche il disciplinato Kloten cerca di pungere, Manzato comunque c'è!
Accade cosi nel primo terzo e per le prime battute del secondo, in una sfida non certo caratterizzata da ritmo e spettacolo, alla quale ha assistito il coach della nazionale svizzera Glen Hanlon.
Pure il tiro di Santala, infatti, non è che uno sparo nel buio.
Lo imita il top scorer bianconero Pettersson, ma il risultato non si schioda dallo 0-0.
Ci pensa Brunner a rompere l'equilibrio, quando al 31'15 castiga Schwendener sugli sviluppi di un ingaggio nel terzo avversario vinto da McLean.
Gli zurighesi rispondono col... palo di Kast.
Ma il Lugano non è da meno, con Pettersson: anche il tiro del casco giallo luganese è fermato così.
I nordici si accendono e a beneficiarne al 36'44 è Calle Andersson, che fa 2-0.
Giunge pure il 3-0, con Kostner che nell'occasione colpisce con tempismo.
Per merito del Lugano, una gara che stentava e parecchio a decollare - nonostante ci fossero sul ghiaccio degli... aviatori - è cresciuta di tono dopo la metà.
Bianconeri che si fanno però sorprendere in entrata di terzo periodo: il Kloten capisce cosi che la gara non è ancora completamente compromessa.
In powerplay i ragazzi di Simpson vanno alla ricerca di quel 3-2 che "spaventerebbe" il Lugano, ma nel primo caso gli assalti ospiti sfumano nella confusione davanti allo slot difeso da Manzato.
La volta buona per passare è insomma la seconda, ovvero quando Bodenmann punisce ugualmente un Manzato in formissima.
Walsky allunga la punta del bastone per il 4-2 della tranquillità quando la gara sta ormai per andare agli archivi, ma è scritto che i bianconeri debbano soffrire e rischiare rimomte, per una quasi congenita allergia alla gestione delle partite.
Ci vuole l'uomo che non perdona, Pettersson: la sua rete consegna agli almanacchi questo successo che torna a far festeggiare i "fischeriani".
IL TABELLINO:
LUGANO-KLOTEN 4-2 (0-0, 3-0, 1-2)
Reti: 31'15 Brunner (McLean) 1-0, 36'44 Andersson (Klasen, Pettersson) 2-0, 38'41 Kostner (McLean, Kienzle) 3-0, 41'09 Mueller (Bieber, Guggisberg) 3-1, 45'56 Guggisberg (Bodenmann) 3-2, 59'52 Pettersson (Steinmann, Klasen) 4-2.
LUGANO: Manzato; Chiesa, Kienzle; Sartori, Kparghai; Andersson, Vauclair; Kuonen, Fazzini; Pettersson, Steinmann, Klasen; Brunner, McLean, Bertaggia; Walker, Dal Pian, Maurer; Kostner, Walsky, Reuille.
Penalità: Lugano 2x2', Kloten 5x2'.
Note: Resega, 5'572 spettatori.
Arbitri: Kurmann, Wiegand; Fluri, Kohler.
LA CLASSIFICA:
1. BERNA 39/83, 2. ZURIGO 40/78, 3. DAVOS 39/77, 4. Zugo 39/72 5. Lugano 39/71, 6. Losanna 39/59, 7. Ginevra 38/56, 8. Bienne 39/51, 9. Friborgo 40/44, 10. Kloten 39/42, 11. Ambrì 39/41, 12. Rapperswil 38/28.
Berna, Zurigo e Davos qualificati matematicamente ai playoff.
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