
Pajtim Kasami, Alex Song, Ermir Lenjani, Xavier Kouassi, Seydou Doumbia, Mickaël Facchinetti, Christian Zock e Birama Ndoye.
Christian Constantin ha licenziato oggi tutte le stelle della sua squadra. Otto giocatori, gli unici su un totale di 64 dipendenti della società, ad avere rifiutato quello che in francese si chiama "chomage technique" che prevede il ricorso all'indennità per lavoro ridotto.
Gli elementi in questione hanno preferito non firmare il protocollo d'intesa che avrebbe ridotto il loro salario, limitatamente al periodo di crisi, ad un massimo di 12'350.
La mossa del vulcanico presidente vallesano è chiara: continuare a garantire a questi giocatori salari che si attestanto (per alcuni) sopra i 50mila franchi al mese, avrebbe significato mettere a rischio la stessa sopravvivenza del Sion.
Un club già confrontato con il forzato rinvio del classico Gala che stroricamente rimpingua le casse del club. Basti pensare che l'annullamento dell'edizione 2020, tra spese già sostenute e mancati incassi, peserà in negativo per quasi 3 milioni di franchi.
Con questa azione clamorosa, che avrà certamente strascichi legali non indefferenti, Constantin accetta di subire un danno patrimoniale di una certa portata: i giocatori sopraccitati sono infatti liberi di accasarsi gratuitamente altrove.
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