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"Conosco chi conta", Di Canio blocca il traghetto
Redazione
17 anni fa
L’ex calciatore fermato da una pattuglia, litiga con i finanzieri e imbarca l’auto per l'isola del Giglio. Denunciato

Al molo d’imbar­co, racconta il Corriere della Sera, l'ex calciatore della Lazio Paolo Di Canio è arrivato alle 11.45, spaval­do come sempre, a bordo della sua Mercedes 320 Cdi bianca. Ma stavolta per Di Canio - famoso non solo per la grinta in campo, ma anche per le simpatie di estrema destra, i saluti romani e qual­che clamorosa scazzottata - l’inizio delle vacan­ze ha avuto un prologo atipico e l’ex calciatore ha dovuto fare i conti con una pattuglia della guardia di finanza di Porto San­to Stefano che lo ha denuncia­to per resistenza e minacce a pubblico ufficiale. "Le fiamme gialle - racconta il Corriere - hanno fer­mato l’auto di Di Canio per un controllo sugli indici di capa­cità contributiva, un accerta­mento diventato quasi la nor­ma all’Argentario dove quoti­dianamente arrivano vip e ma­gnati con yacht e macchine di lusso. I finanzieri hanno chie­sto a Di Canio documenti per­sonali, libretto di circolazione e di firmare un verbale di accer­tamento. La risposta dell’ex la­ziale, secondo il rapporto della Finanza, sarebbe stata violen­ta. Di Canio ha iniziato a offen­dere gli agenti, minacciandoli di farli trasferire e di chiamare a Roma persone "che conta­no" e pare li abbia apostrofati con una raffica di parolacce". "Infine, dopo aver urlato ai fi­nanzieri di "andare a cercare i brigatisti invece di rompere le scatole agli onesti cittadini", Di Canio ha messo in moto la Mercedes ed è salito sul tra­ghetto. Inseguito dai finanzie­ri, che hanno bloccato l’imbar­cazione carica di passeggeri. "Dovete portarmi via in manet­te, altrimenti io non scendo", avrebbe urlato l’ex calciatore agli agenti. Poi, grazie anche al­l’intervento di alcuni passegge­ri infastiditi dal ritardo del tra­ghetto, si sarebbe convinto ad abbandonare la nave e seguire gli agenti in caserma". E così alla fine Di Canio ha perso il traghetto, ha dovuto passare più di un’ora in caser­ma e si è preso pure una de­nuncia. Al Giglio è arrivato nel pomeriggio con tre ore di ritar­do.

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