
I ragazzi del ghiaccio sono scomparsi in una nuvola di fumo. L'intera squadra di hockey del Lokomotiv di Yaroslavl, nella Russia centrale, prestigioso team di quello che un tempo fu il più bel campionato del mondo, è stata distrutta in un incidente aereo, appena sette secondi dopo il decollo dall'aeroporto cittadino di Tunasha. Le immagini trasmesse dalle edizioni straordinarie dei tg sono state un colpo al cuore per i milioni di appassionati russi. I morti sono 43. Ci sono tutti, i membri della squadra, l'allenatore, i titolari, massaggiatori e magazzinieri, anche quattro ragazzi delle giovanili aggregati al gruppo in viaggio premio per assistere alla prima partita del campionato che doveva giocarsi a Minsk contro la locale Dynamo."Per tre anni ho preso lo stesso aereo. Io sono vivo, loro no." È un triste Barry Smith quello che oggi al nostro microfono ha ricordato con commozione la squadra del Lokomotiv Jaroslavl scomparda tragicamente ieri in un incidente aereo. L'allenatore del Lugano conosceva anche il collega della formazione russa Brad McCrimmon. "Conoscevo metà squadra abbastanza bene e gli altri ancora meglio. Brad McCrimmon, il coach, era un mio caro amico. In estate era stato ospite nel mio cottage. Prima di andare in Russia infatti era venuto a trovarmi proprio per sapere da me cosa aspettarsi dalla Russia e dal campionato della KHL. È una cosa spaventosa. Ancora adesso non riesco a farmene una ragione. Oggi per me è stato difficile entrare nello spogliatoio e parlare con i miei giocatori. Nella mia mente pensavo a quella squadra che ora non c'é più."A Fuorigioco News il ricordo e la testimonianza di Barry Smith raccolta da Paolo Laurenti (per vederla clicca qui).
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