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Confermare Pelletier? "Perchè no? Sarei contento"
Confermare Pelletier? "Perchè no? Sarei contento"
Confermare Pelletier? "Perchè no? Sarei contento"
Redazione
6 anni fa
Parla Alessio Bertaggia: dal futuro coach alla stagione appena trascorsa passando, inevitabilmente, per il virus

La pandemia ha cambiato tutto, anche le abitudini più consolidate. Fra queste, nel mondo dello sport, rientra sicuramente la preparazione estiva dei giocatori di hockey.

Niente più palestra allo stadio, niente più corse attorno alle piste d'atletica, niente più partitelle di unihockey.

Ne sa qualcosa, fra gli altri, Alessio Bertaggia...

"Abbiamo ripreso lunedì - ci ha detto l'attaccante bianconero - ci siamo organizzati al massimo per quanto la situazione ci concede. Alcuni compagni hanno ordinato dei pesi, quasi tutti abbiamo noleggiato delle cyclette. Di base ci arrangiamo con quello che abbiamo a casa. In questi primi giorni si lavora per riabituare il corpo ai carichi di lavoro. Personalmente non mi ero davvero mai fermato ma adesso le cose sono più serie. Abbiamo ricevuto dal nostro preparatore un piano di allenamento. In questa prima fase è simile per tutti, più tardi invece verrà personalizzato."

La routine è certamente cambiata...

"Sono felice di aver ripreso perchè iniziavo ad annoiarmi. Mi manca lo spogliatoio e mi mancano i compagni. Quello che però mi pesa di più è l'assenza di contatti sociali. Sono fatto così, mi piace incontrare persone e bere qualcosa al bar. Sono però ben cosciente che queste restrizioni sono necessarie e le rispetto fino in fondo. Stiamo parlando di qualcosa di più grande di noi. Alla fine devo dire di essermi adattato alla situazione. La mattina allenamento e il pomeriggio PlayStation. Il tempo passa velocemente..."

Impossibile non gettare uno sguardo alla stagione conclusa in maniera così inaspettata.

"Abbiamo avuto ancora una volta la conferma che non sono più permesse regular season al piccolo trotto. Ogni squadra è diventata competitiva. In 5 anni è cambiato tutto. La nostra stagione era iniziata bene, abbiamo poi attraversato un periodo in cui tutti sapevamo di dover dare di più. Dopo il cambio in panchina abbiamo reagito alla grande. Dobbiamo imparare dagli errori, prenderli come momento di crescita e non ripeterli più. Il primo obiettivo che fisso per la prossima stagione è quello di mettere subito fieno in cascina per non arrivare a gennaio con l'acqua alla gol. Ci sono poi altri aspetti da discutere ma questo andrà fatto in spogliatoio."

Uno spogliatoio in cui Bertaggia ha scalato le gerarchie.

"Sì, ma nella vita non si è mai arrivati. Non nego che questa stagione sia stata determinante per me. Credo molto di più in me stesso. Adagiarsi sarebbe però l'errore più grande che potrei fare. Lavoro per migliorarmi costantemente. So anche che l'anno prossimo ci sarà più pressione sulle mie spalle. I tifosi si aspetteranno di nuovo tanti gol. Sono pronto a raccogliere questa sfida!"

L'anno prossimo, ancora con Pelletier?

"Perchè no? Ne sarei contento anche se, scontato dirlo, la decsione non la prendo io. Con Serge e il suo staff ho ricevuto tanto ghiaccio e tanta responsabilità. Credo però di aver aiutato la squadra anche nella gestione Kapanen. Ho una sola idea fissa in testa: quella di dare sempre il massimo per il gruppo. Con Pelletier ho giocato in prima linea e tanti minuti. È una posizione che ti devi meritare e nella quale vieni confermato solo se rendi. So ad ogni modo adattarmi a tutte le richieste dell'allenatore. Poi, se mi chiedi che tipo di giocatore sono, ti rispondo che mi reputo uno che sa ricoprire tutti i ruoli, con una predilizione per il gioco offensivo e per fare gol."

Dal Lugano alla nazionale. Un Mondiale in casa svanito. Un Mondiale al quale Bertaggia probabilmente avrebbe partecipato...

"Non lo so, di certo non c'è nulla. Avrei avuto le mie chance, questo sì. C'è rammarico, per me come per quei tanti tifosi che questo Mondiale lo aspettavano da mesi. Spero che in futuro la rassegna iridata possa tornare in Svizzera. Non lo nacondo, prendere parte ad un Mondiale è uno dei miei obiettivi. Per ogni atleta rappresentare la propria nazione dovrebbe essere il traguardo massimo. Almeno per me è così, e farò di tutto per vestire la maglia rossocrociata."

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