
Torna lo spettro del doping olimpico. Questa volta però non si tratta di sostanze anabolizzanti ma di “doping tecnologico”: nel mirino, nientemeno, sono finite le protesi degli atleti paralimpici.
A gettare un ombra sulle prossime Paralimpiadi che inizieranno domani ci pensa il tedesco, campione del mondo del 100 metri piani e di salto in lungo, Heinrich Popow: “Quello del Tecno-doping è un tema molto caldo”, ha detto Popow al Blick.
“Moltissimi atleti utilizzano protesi più grandi del dovuto per aumentare la propria altezza. Con gambe ’normali’ non sarebbero tanto alti”. L’atleta paralimpico tedesco ce l’ha in particolare con brasiliani e statunitensi: "Hanno 10 chili di troppo e protesi spropositatamente lunghe, questo non ha nulla a che vedere con lo sport”.
“È come essere al circo", ha commentato Popow, che in passato era stato a sua volta accusato di aver gareggiato con un ginocchio artificiale che lo avrebbe avvantaggiato rispetto agli altri concorrenti.
Popow ha subito un’amputazione solo alla gamba sinistra e aveva ribattuto così: “Non ha senso rendere più veloce la mia gamba amputata rispetto a quella sana, correrei in circolo…”
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