
Con i rinforzi di quest’anno, il Lugano si presenta alla prossima edizione della Coppa Spengler con innegabili ambizioni di vittoria. La coppa, infatti, è un obiettivo dichiarato dei bianconeri di Vicky Mantegazza.
Sfumata la vittoria nell’edizione passata, in riva al Ceresio la voglia di primeggiare in questa competizione internazionale alla quale prendono parte club di prestigio è più grande che mai.
Ma dove può veramente arrivare il Lugano con gli innesti di James Wisniewski, Dominique Heinrich e Ryan Vesce? Lo abbiamo chiesto a chi la Spengler la conosce molto bene: l’ex coach biancoblu Serge Pelletier, è stato assistente allenatore del Team Canada di Sean Simpson nel 2008, di Doug Shedden nel 2013 e di Guy Boucher nel 2014.
Come giudica i tre rinforzi bianconeri? Con loro è lecito aspettarsi la vittoria finale?
“Sono rinforzi di qualità, in particolare Wisniewski e Vesce hanno un ottimo biglietto da visita. Se riusciranno ad amalgamarsi in breve tempo con la squadra, il Lugano può davvero andare lontano”
Lei ha partecipato a tre edizioni della Coppa Spengler in qualità di vice allenatore. Cos’è significata per lei? Qual è il ricordo più bello che ha di queste esperienze?
“Tutti i ricordi sono belli, è stata un’esperienza fantastica. Potersi trovare a Davos a giocare contro ottime squadra durante le feste è qualcosa di magico, un bel rendez-vous dell’hockey”.
La Coppa Spengler è una competizione suggestiva e di prestigio, ma non rischia di essere controproducente per una squadra che ha ambizioni di vittoria in LNA e che, come Lugano e Davos, occupa una posizione in classifica al di sotto delle aspettative?
“Non direi, la pausa per le Nazionali ha permesso ad alcuni giocatori di rifiatare e ora ci sarà un altro periodo di riposo. Secondo me la Spelgler è un buon momento per tenersi informa fuori dalla tensione del campionato. Serve anche, non dimentichiamo, a rafforzare lo spirito di squadra”.
È da tanto che non la vediamo su una panchina… Si sta muovendo qualcosa?
“Attualmente no, io sono sempre pronto e seguo con attenzione il campionato. Vedremo dopo le feste. E a proposito di feste, colgo l’occasione per fare gli auguri a tutti i tifosi di hockey!”
Parliamo ora di un suo connazionale: Maxime Lapierre. Oltralpe molti lo ritengono un oggetto estraneo al Lugano. Addirittura qualcuno lo definisce inutile per gli schemi bianconeri, che giocherebbero meglio senza di lui. Cosa ne pensa?
“Secondo me non è vero. Ricordo che a fine stagione, durante i playoff, ci sarà bisogno di tutti. E Lapierre sarà molto utile”.
Per concludere, qual è la squadra che fino ad ora l’ha impressionata maggiormente?
“Mi ha impressionato, anche se mi aspettavo che sarebbero arrivati in alto, il gioco molto solido espresso da Berna e Zugo”.
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