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Con il Varese fallisce anche il sogno di Ramella?
Redazione
11 anni fa
L'ex allenatore del Chiasso avrebbe dovuto sedersi sulla panchina dei biancorossi che però non si sono iscritti alla Lega Pro: "Per il Varese ho chiuso le porte all'Albania"

Giorni caldi e difficili per il calcio di provincia italiano. Diversi club storici non sono stati in grado di presentare le necessarie garanzie per l'iscrizione al campionato di Lega Pro. Fra questi figura anche il Varese che ha vissuto settimane convulse fra cambi di proprietà, speranze di rilancio e cocenti delusioni.

Sulla panchina dell'Ossola in origine avrebbe dovuto sedersi Ernestino Ramella, ex allenatore del Chiasso.

Per il 60enne guidare la squadra della sua città rappresentava il sogno di una carriera. Lui però, come sempre, la prende con filosofia. "Se non sto qui, vado da un'altra parte. Mi piace girare il mondo. Lo dico sempre... L'allenatore è un uomo solo con la valigia in mano."

Che la situazione del Varese fosse parecchio complicata Ramella già lo sapeva. "Ero a conoscenza del fatto che i debiti fossero attorno ai 10 milioni. La situazione non era facile e alla fine è stata presa la decisione di autorelegarsi in Serie D."

Adesso, per quanto statuito dalle regole italiane, la palla passa nelle mani del sindaco che nelle prossime ore incontrerà un paio di cordate interessate a riprendere il club.

Non è da escludere che chi prenderà le redini possa decidere di puntare ancora su Ramella in panchina. "Non lo so, ma di certo io in Serie D rimarrei a occhi chiusi. Abito a tre passi dallo stadio e alla mia età allenare la squadra della mia città sarebbe bellissimo. L'unico rammarico che ho in questo momento è che ho chiuso le porte all'Albania (dove ha allenato la scorsa stagione, ndr.) per tornare a casa."

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