“Come sempre, l’Ambrì non si arrende”
Il presidente Filippo Lombardi scrive una lettera aperta in cui descrive il difficile momento che sta vivendo la squadra: “il leone ferito ha il diritto e il dovere di tirar fuori ancora qualche zampata micidiale”
di ls
“Come sempre, l’Ambrì non si arrende”
Foto CdT

“Ho imparato negli anni che meno il Presidente parla di sport, meglio è, specie quando le cose vanno bene. Poi arriva il momento in cui vanno meno bene, e forse un intervento ci vuole, a sostegno della squadra, dello staff e della famiglia biancoblù”. Inizia con queste parole la lettera aperta del presidente HCAP Filippo Lombardi indirizzata alla famiglia biancoblù, nella quale espone le difficoltà “evidenti” a cui è confrontato il club leventinese, che “deve dare il massimo malgrado i propri limiti, non certo nascondersi dietro a questi limiti”. Ma “non è la peggiore stagione dell’HCAP”, evidenzia Lombardi, sottolineando che la società è nata “per esprimere identità e resistenza alle difficoltà, più che festeggiare facili successi”. Nonostante la difficoltà del momento, con la squadra penultima in classifica e reduce da sei sconfitte consecutive, il presidente crede ancora nella compagine biancoblù: “il leone ferito va rispettato e ha il diritto/dovere di tirar fuori ancora qualche zampata micidiale, cosa che ci attendiamo ancora in vista dei pre-playoff”.

Fatte queste premesse, Lombardi fa precisazioni su sette punti:

1. Questa non è la peggior stagione dell’HCAP. Nelle mie prime tre stagioni da Presidente (con budget, roster e staff che oggi farebbero rabbrividire) abbiamo racimolato 33, 44 e 47 punti in tutta la regular season, finendo regolarmente ultimi. Abbiamo giocato ben tre volte in cinque anni lo spareggio per la relegazione, festeggiando ogni volta la salvezza come una Coppa del mondo. L’HCAP è stato più volte sull’orlo del fallimento, come in tutta la sua storia. Non dimentichiamo da dove veniamo, e cosa abbiamo raggiunto ciò malgrado!

2. Le misure Covid hanno finalmente imposto a Lega e Ufficio federale dello sport un confronto oggettivo da cui risulta indiscutibilmente che abbiamo il budget di gran lunga più basso della Lega: oltre il 30% sotto la media negli anni normali. I soldi non fanno la felicità (e nemmeno il successo sportivo) ma è ovvio che qualche influsso sul talento che ti puoi permettere ce l’hanno.

3. Quest’anno poi, con le importanti riduzioni salariali accettate dai nostri giocatori e membri di staff (per le quali non li abbiamo forse ringraziati abbastanza) il divario si è ulteriormente accresciuto. Da notare che senza queste riduzioni non saremmo più stati in grado di pagare gli stipendi già da gennaio, perché i promessi aiuti federali non si sono ancora visti!

4. Quale ulteriore misura di risparmio la società ha rinunciato a sostituire gli infortunati (salvo uno, per gli ultimi due mesi), giocando praticamente tutta la stagione con due/tre stranieri, di cui uno era stato chiaramente previsto per i Rockets in Swiss League

5. La squadra ha pagato un duro prezzo al Covid: non solo le quarantene iniziali (con qualche giocatore colpito) ma soprattutto il recente contagio che ha colpito quasi tutti, come poche altre squadre svizzere. Sappiamo che in molti casi (l’ho vissuto anch’io) malgrado la guarigione l’affaticamento permane per un periodo più o meno lungo.

6. Sarebbe fin banale a questo punto citare gli errori arbitrali che ci hanno penalizzati. Non credo nelle congiure, so che errare è umano, ma so che è altrettanto umana una certa sudditanza psicologica per cui – nel dubbio – sbagli più facilmente contro il “piccolo” che contro il “grande”. L’ho vissuta in gioventù da arbitro di calcio e nessun dirigente di nessuna lega è sin qui riuscito a convincermi del contrario.

7. Da ultimo, sappiamo che per sopperire al tasso tecnico l’HCAP ha bisogno non solo di umiltà e duro lavoro, ma anche di una forte carica di motivazione supplementare: Cereda parla di fame e disperazione. Ma per questo lo staff da solo non basta: una stagione intera senza il suo pubblico così particolare penalizza l’Ambrì più di altre squadre.

“Morale della favola: non serve a nulla cercare scusanti, ma nemmeno capri espiatori”, conclude Lombardi. “I tifosi devono ricordarsi che quest’anno ci dà meno soddisfazioni degli altri per diverse ragioni oggettive, non per cattiva volontà o per errori imperdonabili. Ancor più importante è sapere che il cammino dell’HCAP continua. (...) Con l’aiuto di tutti – agli abbonati scriverò una lettera separata – ne stiamo venendo fuori solo con qualche ammaccatura, e ci prepariamo ad entrare a testa alta nel nostro Nuovo Stadio perché la nostra Storia possa continuare!”

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