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"Colpaccio per entrambi"
Redazione
15 anni fa
Mauro Lustrinelli commenta l'arrivo di Hakan Yakin a Bellinzona e parla del suo Thun e della Nazionale

L’estate scorsa il passaggio dal Bellinzona al Thun di Mauro Lustrinelli sollevò un polverone non indifferente (leggi qui), anche perché per lui si era ipotizzato un futuro in seno alla società granata. Un posto che invece sarà occupato tra qualche anno da Hakan Yakin. Come infatti è stato spiegato nella conferenza stampa di martedì scorso, Yakin, all’interno della società rivestirà un ruolo importante soprattutto nella promozione del nuovo stadio e di tutto il movimento calcistico bellinzonese. Stamane abbiamo raggiunto l’ex attaccante granata Mauro Lustrinelli per sapere il suo parere sull’operazione Hakan Yakin a Bellinzona. Mauro, cosa pensi dell’arrivo di Yakin al Comunale?“È stata sicuramente una notizia clamorosa. È stato un colpaccio per entrambe le parti, sia per Hakan Yakin che è riuscito a firmare un contratto di 6 anni, sia per il Bellinzona che è riuscito a portare al Comunale un giocatore della sua caratura.” Con Yakin in campo, il Bellinzona è ora obbligato, per così dire, a puntare alla Super League.“A livello di qualità i granata acquisteranno sicuramente tantissimo. Se sta bene fisicamente Yakin fa ancora la differenza in Super League. Penso quindi che in Challenge League potrà dare una mano alla squadra di Andermatt nelle partite più difficili, soprattutto nella seconda parte della stagione, quella decisiva.” 

Il 34enne ora capitano del Lucerna non avrà solo un ruolo in campo, ma anche da testimonial, da uomo immagine della società. “Dietro a questo tipo di scelte ci sono delle motivazioni, da accettare. Solo il tempo potrà dire se è stata una scelta corretta. Ripeto, dal punto di vista qualitativo è chiaro che un giocatore come lui potrà dare molto ai granata. Sinceramente non so che ruolo poi assumerà in seno alla società. Tuttavia se si è mosso per venire in Ticino, dietro avrà sicuramente degli sponsor. Me lo immagino, quanto meno. Penso che anche l'ACB voglia sfruttare il suo nome a livello nazionale e internazionale. Inoltre il fatto che sia arrivato a Bellinzona non è casuale. Lui è anche legato ad Andermatt, a Gügi (Sermeter, ndr) e a Toni Esposito assieme al quale ha giocato. È venuto conscio del fatto che ci sono persone di riferimento all’interno della società. È stata sicuramente una scelta ponderata, la sua. E il Bellinzona ha visto, e colto, l’occasione per fare il colpaccio. Avevano bisogno, anche per la questione stadio, di fare qualcosa di clamoroso e penso che la decisione sia andata in questa direzione.”

 Ci sei rimasto male a non essere tu l’uomo immagine?“Nel mio caso le cose dovevano andare così. È chiaro che 4 mesi fa ci son rimasto male perché ci tenevo a rimanere, ma alla fine le nostre strade si son sperate e bisogna guardare avanti. Nel calcio non si può assolutamente guardare indietro.”

 Sei anni di contratto son tanti. “Sei anni son tanti. Bisognerà innanzitutto vedere se si farà lo stadio. È la cosa più importante per il Bellinzona. Senza stadio non c’è futuro. Tuttavia non ti nascondo che una delle mie idee lo scorso dicembre era quella di firmare un contratto di lunga durata con il Bellinzona ed i primi contatti erano già partiti in dicembre. È vero che questo tipo di accordo non si può proporre a tutti i giocatori, ma solo ad uomini simbolo. Non conosco i dettagli del suo contratto. Ho letto i giornali. Si parla di 3 anni da calciatore e 3 anni da uomo immagine, ma nei contratti ci sono tante cose, tanti particolari e si possono aggiustare man mano. Ma penso che se Giulini ha pensato ad un contratto del genere è perché pensa di poter avere un ritorno dell’investimento in un periodo di almeno 6 anni. Pos

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