
Questa notte gli Houston Rockets hanno appena chiuso la serie contro i Minnesota Timberwolves, accedendo alle semifinali Playoff nella temibile West Conference e confermandosi come una delle squadre candidate al titolo finale. Migliore in campo nella serata, in una squadra che vede superstar affermate come James Harden e Chris Paul, è però lo svizzero Clint Capela, autore di 26 punti e 15 rimbalzi, impreziositi da un assist e una stoppata.
Ma non è una sorpresa: a Houston ormai sono abituati alla crescita esponenziale del 23enne ginevrino, con chiare origini angolane, che nell'arco di 3 anni ormai è diventato un fattore chiave nel sistema di gioco di Mike D'Antoni. Quest'anno in 74 partite ha collezionato 13,9 punti a partita, 10,8 rimbalzi e soprattutto 1,9 stoppate, che lo hanno reso uno dei "rim protector" più temuti di tutta la lega. Al di là delle pur notevoli cifre, a rendere essenziale Capela nei Rockets è la sua capacità di interpretare al meglio i pick'n'roll con Harden e Paul, portando dei blocchi granitici per liberarli al tiro o rollare con grande intelligenza per un passaggio sul verniciato, dove è a dir poco letale: il suo 65,4% di percentuale al tiro è infatti la migliore dell'intera NBA.
Nell'epoca dello small ball, Capela è un'arma a rimbalzo con i suoi 208 cm, senza limitare troppo la squadra quando si tratta di correre in contropiede. Inoltre, tra i centri vecchio stile, è tra quelli che sono migliorati maggiormente ai tiri liberi: il 56% abbondante non è malissimo, soprattutto considerando che si partiva da un imbarazzante 17%...
Considerato che è stato preso nel draft 2014 alla 25sima chiamata, si può dire che i texani abbiano visto lungo e giusto. Sarà lui il primo svizzero a vincere l'anello di campione NBA?
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