
"L’Uci neghi la licenza". È la richiesta formulata da due associazioni per i diritti umani (l’European Center for Constitutional and Human Rights e il Bahrain Institute for Rights and Democracy) alla federazione ciclistica internazionale, come riportato dal Corriere della Sera.
Il principe del Bahrein ha infatti annunciato con due post su Instagram che il "Bahrain Cycling Team sarà fonte di ispirazione, forza, eleganza". Si tratta della nuova squadra di cui sarà capitano il corridore siciliano Vincenzo Nibali, che verrà varata nel 2017 e potrà essere ufficializzata solo dopo il prossimo 1 agosto, quando il regolamento federale lo consentirà.
Al Khalifa, giovane principe ereditario del regno medio orientale, è un appassionato praticante e agonista sia nel ciclismo che nel triathlon – e ha già pedalato nel deserto con il due volte vincitore del Giro d’Italia, a cui avrebbe offerto un sontuoso contratto che si estende anche a tecnici e corridori a lui più vicini. Ma secondo le associazioni per i diritti umani, il principe si sarebbe reso colpevole di ripetute violazioni.
Le accuse si riferiscono al 2011 quando il principe avrebbe punito severamente gli atleti che parteciparono a manifestazioni di protesta a favore delle riforme, arrivando a utilizzare o favorire personalmente la tortura. Le accuse, che sarebbero contenute in un corposo dossier già noto alle autorità britanniche, non sono mai state controbattute dal principe che è membro del governo, presidente del Comitato Olimpico Nazionale e del Consiglio per lo Sport. Le associazioni chiedono all’Uci di esaminare i dossier e valutare la credibilità etica di chi richiede la licenza, considerata dalla federazione un requisito fondamentale per il rilascio.
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