
A dicembre pareva sul punto di lasciare Cornaredo. Spesso bocciato nelle nostre pagelle, ha diviso anche i tifosi, tra chi lo considerava un talento ancora non esploso e chi invece lo aveva etichettato come brocco. Ofir Mizrachi, arrivato in estate in prestito dall'Ironi Kiryat Shmona, aveva fallito praticamente tutte le occasioni concessegli da Andrea Manzo e lo stesso presidente Angelo Renzetti non aveva escluso una risoluzione anticipata del prestito con il club israeliano.
“Un bel pallone filtrante in tutta la partita è troppo poco. Ha un'occasione ma "appoggia" al portiere. Non punge. La sua avventura a Lugano dovrebbe finire qui. Voto: 3+”, recitava la sua pagella dell’11 dicembre scorso.
Due mesi dopo, complice il cambio in panchina, i primi segni di ‘rinascita’ con un assist per il palo colto da Mariani nella vittoria per 3-0 contro il GC. E contro il Vaduz, una settimana più tardi, Mizrachi scodella l’assist decisivo per il pari firmato da Sadiku.
Da oggetto misterioso a uomo decisivo? Certo è presto per dirlo, ma i miglioramenti ci sono e l'israeliano sembra essersi inserito nei meccanismi della squadra scrollandosi di dosso quell'etichetta di corpo estraneo più volte affibbiatagli in stagione. “È migliorato molto – conferma il presidente Angelo Renzetti, da noi contattato – Paolo Tramezzani ha voluto tenerlo perché vedeva in lui un buon potenziale”.
Ma non va dimenticato che Mizrachi è in prestito con diritto di riscatto. “Possiamo riscattarlo, ma la cifra è alta – conclude Renzetti – Diciamo che la strada è ancora lunga…”
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