
"Alea iacta est" il dado è tratto, il campionato si è concluso, nessun campione, nessuna relegazione e promozione, è stata la decisione giusta?"E stato giusto fermarsi, quasi un sollievo, è difficile in questo momento pensare allo sport. Faccio fatica ad esprimere un'opinione personale in un momento così triste al quale non siamo abituati, e nemmeno eravamo pronti. Hanno preso una decisione logica e semplice, la accettiamo."
Giustamente dice che viviamo una situazione alla quale non eravamo pronti, tanto meno abituati. Ma lo sport, almeno in televisione, avrebbe aiutato le persone a distogliere il pensiero da un isolamento dichiarato e indispensabile?"Di sicuro, ma anche noi che siamo professionisti dobbiamo rispettare le direttive e metterci al pari di tutti. è dimostrato che una soluzione è quella di non uscire di casa, la distanza sociale, per non contrarre il virus. Dobbiamo farlo anche se molto difficile per noi che in un momento così triste potremmo regalare emozioni. Per uno sportivo le emozioni, il giocare per vincere sono tutto, mancherà a noi e mancherà alla società in questo periodo, ma era giusto fermarsi"
La parte conclusiva della stagione è la più stimolante, quella in cui raccogli in un certo senso i frutti del tuo lavoro. Quella in cui magari scegli anche se confermare un giocatore per la prossima stagione oppure no. Quanto mancherà?"Le scelte su un giocatore non sono la parte più difficile, c'è un capitolo da chiudere, la stagione non era finita, c'erano obiettivi da raggiungere, partite da vincere. Adesso bisogna trovare il modo di chiudere questo cerchio, comunque, e ripartire. A caldo non penso a valutazioni sui singoli ma al gruppo, a non portarci l'incompleto nel futuro."
Quando torneremo tutti in pista sarà diverso? Valuteremo diversamente alcuni aspetti, abbasseremo magari certi toni assaporando maggiormente le ricchezze e le emozioni che l'hockey ci regala?"Mi piace pensare positivo, che i momenti difficili diventino opportunità per fare ordine, un momento dove analizzare noi stessi e la nostra società. Le fortune che abbiamo come persone, senza necessariamente pensare solo a quello che ci manca e che probabilmente certi problemi siano lontani da noi. Forse diamo troppo per scontate le cose che funzionano, le fortune che abbiamo, trattate forse come diritti, come consuetudini e invece sono opportunità."
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