
La preparazione a secco dell’Ambrì Piotta avrebbe dovuto incominciare lo scorso 20 aprile con una prima fase di riscaldamento, per poi proseguire dal 4 maggio con l’inizio ufficiale delle sedute d’allenamento. L’emergenza legata al coronavirus ha però scombussolato i piani dei biancoblù e delle altre squadre di National League, che hanno dovuto organizzarsi – almeno per il momento – in maniera alternativa: “Le tempistiche sono rimaste le stesse, ma fino al primo di giugno tutti i giocatori seguiranno dei programmi individuali a casa loro e non ci troveremo in gruppo, poi si vedrà” – ci ha riferito il tecnico dei leventinesi, Luca Cereda – “La tecnologia, per fortuna, è nostra amica e ci permette di rimanere in contatto con loro e aiutarli in caso di necessità o domande. Non è una situazione ideale questo è chiaro, cerchiamo di fare il meglio, anzi, il meno peggio. Il lavoro svolto a casa non è comparabile a quello che avremmo fatto insieme, ma alla fine siamo tutti sulla stessa barca. Io comunque ho sentito un gruppo sereno e motivato, voglioso di lasciarsi alle spalle queste ultime settimane, per guardare avanti”.
In questo modo viene però a mancare la componente di integrazione dei nuovi elementi e di consolidamento del gruppo…“Sì, è la parte che manca di più, anche a me personalmente. Mi piace sempre partecipare alla preparazione estiva – seppur in forma meno frequente rispetto all’inverno – per socializzare e conoscere meglio i nuovi elementi. Abbiamo scelto questo sport anche perché è un’attività di squadra e ci piace stare in compagnia, dunque proveremo a recuperare questa componente una volta che ci sarà permesso”.
Almeno per un altro mese però, lo status quo non cambierà. Poi?“So che c’è un gruppo di lavoro che sta preparando delle direttive che poi saranno sottoposte al governo. Se accettate, dovrebbero permetterci di tornare a lavorare in gruppo – almeno parzialmente –, ma non so bene in che modalità. Noi ovviamente speriamo di ritrovare il prima possibile un assetto normale, perché se per un breve periodo non è così grave fare le cose in maniera differente, sul lungo periodo potrebbe avere delle ripercussioni più importanti”.
A proposito di ripercussioni legate alla preparazione a secco, in queste settimane avete potuto fare un’analisi in rapporto all’elevato numero di infortuni patiti lo scorso anno?“Sì, ci siamo chinati sulla questione ma abbiamo deciso di non modificare i nostri metodi di lavoro, che sono gli stessi da quando abbiamo iniziato e che – salvo la scorsa stagione – hanno sempre funzionato bene, dandoci fiducia. Quest’anno d’altro canto dovremo far fronte all’incognita derivante dalla parte svolta individualmente, ma ripeto, è una situazione che accomuna tutti i club”.
Nelle scorse settimane la società ha annunciato diversi rinnovi e ingaggi. Da allenatore, sei soddisfatto di quanto realizzato da Paolo Duca?“Sì sono molto contento, credo che in questi anni siamo riusciti – grazie al lavoro – a trovare una certa stabilità, che ora stiamo mantenendo. Adesso lo step successivo è tentare di fare dei passi avanti, perché sappiamo che ci sono ancora tante cose che vogliamo e dobbiamo migliorare. Ci saranno dei giocatori nuovi che creeranno dinamiche differenti e il collettivo – nel complesso molto simile a quello dello scorso anno – deve crescere e progredire, sia come squadra che come staff”.
A tal proposito al tuo fianco avrai nuovamente René Matte e Luka Oehen…“Non potrei essere più felice. Ci conosciamo bene, sappiamo come lavora ognuno di noi e questo ci permette di unire i nostri punti di forza, trovando un assetto ideale. È importante che tutti siano rimasti a bordo”.
Lo stesso non si può dire per quel che concerne il progetto dei Ticino Rockets, nuovamente scombussolato, questa volta dal comunicato emesso negli scorsi giorni dall’Associazione HC Biasca…“Io vivo relativamente dall’esterno queste dinamiche, ma sono d’accordo con quanto dichiarato recentemente da Ivan Fanconi (rappresentante del Davos nel consiglio d’amministrazione del club, ndr): sono delle scosse di assestamento nel percorso di questa realtà. Fino ad ora questo progetto ha dimostrato in pista il proprio valore, con diversi giovani che ne hanno beneficiato compiendo il passo decisivo verso la National League. Senza contare che per una volta in Ticino siamo arrivati prima di altri, avvantaggiandoci e facendo da apripista. Sarebbe un peccato lasciar cadere tutto o permettere che questioni politiche o societarie influenzino lo scopo di questo progetto. Per questo da parte mia sono sicuramente contento di leggere che l’intenzione è quella di proseguire con questa realtà. Ci sono e ci saranno altri ragazzi che ne avranno bisogno in futuro”.
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