
Ritornato in Ticino dopo il congedo, il direttore sportivo del Lugano Ronald Habisreutinger ha raccontato la sua esperienza a "Fuorigioco" e ha fatto il punto sulla situazione della squadra.
La mia Alaska"Mesi importanti per stare con la mia famiglia: il lavoro di diesse riempie le mie giornate più di quanto la gente pensi. In questo periodo ho mantenuto comunque i contatti col club. Non è l'Alaska delle... fiction e i rumori provocati dagli animali mettono paura!".
La classifica del Lugano"Non mi preoccupa, perché è molto corta, davvero tirata: con due successi sei nelle prime posizioni. Inoltre non ho visto un Lugano in difficoltà sul ghiaccio".
Shedden duro coi giovani"Un giocatore che si abbatte dopo una critica non va lontano...".
I "casi" Sondell e Zackrisson"Sondell è bravissimo in powerplay ma non dà solidità in difesa: non lo mettiamo alla porta, è ancora nel gruppo anche se sa che gli cerchiamo una sistemazione. Zackrisson invece lo aspettiamo, come Martensson l'anno scorso. Per gli svedesi è solo una questione di ambientamento. I canadesi si adattano più in fretta ma sono meno spettacolari!".
Lapierre troppo cattivo?"Ci mancava il suo carattere. Max lavora sodo e come provocatore è il migliore, anche se non può sempre giocare come negli ultimi playoff. Vogliamo vedere altre sue qualità, perché le ha. Per Dino Kessler è un giocatore dell'età della pietra? Quella era gente che voleva solo fare male e Max è diverso".
Shedden, Zackrisson e... me"Io e il coach ci confrontiamo, ma per il bene del Lugano. Questo non è l'Hockey Club Shedden o l'Hockey Club Habisreutinger. Inoltre lui non disse di non conoscere Zackrisson ma solo che non l'aveva mai visto giocare dal vivo: è un'affermazione differente".
A proposito di Freddy"Pettersson ci manca, sia per il suo carattere che per la sua efficacia dalla linea blu. Ma quando ti chiamano dalla Russia...".
Il mio parere sui Rockets"Ho visto solo 2 partite e 2 allenamenti, ma mi pare una squadra che ha voglia e... futuro. Ad eccezione di Romanenghi, comunque, non ha un leader e non vogliamo che le troppe sconfitte pesino sulla mentalità".
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