
Il FC Lugano si appresta ad affrontare lo Zurigo nella delicata sfida di domenica a Cornaredo (inizio ore 16.00). Mister Celestini ha almeno due o tre giocatori da recuperare. In particolare, dovrà fare conto dell'assenza di Dalmonte, Sulmoni e Covilo. In dubbio anche l'esterno Lavanchy.
"Al di là dei risultati, la squadra ha fatto tante belle partite. Nelle ultime cinque abbiamo perso una sola volta e siamo andati vicino alla vittoria anche in Europa League. Adesso dobbiamo metterci i risultati. Sarebbe giusto per il lavoro che svolgono i ragazzi" ha spiegato oggi in conferenza stampa il tecnico bianconero.
Tallone d'Achille del Lugano si sono rivelate le squadre che impostano la partita in maniera difensiva. "Sì, andiamo in difficoltà" ha confermato Celestini. "Ma a Sion abbiamo fatto una grande gara. Infatti, anche se loro erano chiusi, abbiamo creato 7-8 azioni da gol. Io direi che per le caratteristiche di gioco che abbiamo, ci sono maggiori difficoltà. Quando avevo a disposizione Janko o Covilo potevo giocarmela con dei cross. Quest'anno quelle qualità aeree non le abbiamo. Ci aspettiamo l’uno contro uno a terra di Junior, non il colpo di testa. Una giocata di Aratore, di Bottani o di Rodriguez. Poi, se guardo l’altro aspetto, siamo forti in difesa, la terza migliore dal campionato, tanto che è impossibile fare meglio. Difficile che incassiamo più di un gol a partita, anche in Europa League".
Tra le sorprese nelle file bianconere, c'è il terzino ivoriano Yao. "Sì, lui sta ritrovando la fiducia. Per lui la continuità è importantissima", precisa il tecnico bianconero.
L'allenatore losannese torna poi sulla vittoriosa trasferta del Tourbillon: "Chi vive con noi, ha visto dopo Sion qualche sorriso in più, ma non è cambiato niente. Non c'erano divisioni interne o dubbi. Se fai un gol in cinque partite, non vinci: è matematico. Ma anche prima di Sion, la squadra non aveva dubbi e si è puntualmente presa i tre punti. Un grande colpo per la nostra autostima, ma siamo rimasti gli stessi come morale negli ultimi tre o quattro mesi. Non credo che i ragazzi entrassero in campo con tranquillità e fiducia, ma dovevano guardare la realtà in faccia e hanno capito che tutti devono aiutare a fare gol. Ha segnato Vécsei, non gli attaccanti. Ma in questo periodo, nessuno ha perso il bandolo della matassa, poi, la realtà ci diceva altro. Importante, era la consapevolezza che la vittoria sarebbe arrivata. Nei momenti difficili capisci il valore degli uomini, dei leader. Nei momenti difficili, però, o ti unisci o ti dividi. Noi ci siamo ancor di più uniti".
La vittoria del Tourbillon ha permesso al Lugano di tirare il classico sospiro di sollievo anche per Celestini. "Sono stato in una situazione complicata e lo sono tuttora, ma nessun allenatore può garantirti il risultato" commenta l'ex nazionale rossocrociato. "Nelle ultime sette partite ci sono stati leader come Maric e Sabbatini, che hanno fatto un passo in avanti, ma gli altri non sono stati a guardare. Inoltre, Baumann sta diventando un leader per personalità e questo dato di fatto è un motivo di soddisfazione per me", conclude Celestini.
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