
"Affronteremo una squadra che ci ha sempre fatto sudare, anche se l'abbiamo battuta una volta. Dopo quella partita di febbraio abbiamo invertito la rotta perché abbiamo capito cosa volevamo fare in campo". Fabio Celestini parla del Thun, squadra storicamente ostica alla formazione bianconera, che domenica sarà a Cornaredo.
Da una parte bestia nera, dall’altra uno snodo cruciale della scorsa stagione. Si perché lo scorso 6 febbraio il Lugano perse per 3-1 in casa contro i bernesi. Un risultato che fece storcere il naso a molti, ma che ebbe come conseguenza un confronto schietto e diretto fra squadra e mister. Da lì in poi i bianconeri infilarono 12 risultati utili su 13 partite. Una cavalcata che ha spinto i bianconeri nei quartieri nobilissimi della classifica.
Ma questa è ormai è storia. C’è da pensare alla nuova stagione. L’annata è partita alla grande, con la roboante vittoria all’esordio a Zurigo. Una partita quasi perfetta, con l’esaltazione del calcio di Celestini che, stamane in conferenza stampa, ha espresso concetti piuttosto rivoluzionari. Per capire la sua filosofia, bisogna saper cogliere a fondo queste sue parole: "Non mostrare chiaramente dove andrà la palla, crea diversi problemi all'avversario perché non capisce chi riceverà il passaggio" ha dichiarato il tecnico bianconero. "Non mi piace dire dove deve andare la palla. Posso dare qualche idea, ma sarebbe fantastico arrivare ad avere una squadra completamente indipendente. Può sembrare strano, ma sarebbe fantastico avere una squadra così: autonoma, con le proprie idee. Quando vedo questo, posso dire che sono soddisfatto dei ragazzi."
Celestini ripone una grande fiducia nei suoi uomini. La stessa che deve avere nei suoi dirigenti, ai quali chiede di sfoltire una rosa oggi composta da troppi elementi. "31 giocatori sono tanti, anche perché c'è chi non si sente partecipe del progetto. È difficile allenarsi sapendo che non arriverà la chiamata per la partita. Non è una situazione facile per nessuno, soprattutto per i ragazzi. Spero di riuscire a trovare club che diano spazio a questi giocatori".
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