
“Habemus Allenatorem”, si potrebbe ironizzare. In realtà, il sollievo è lecito, in questo caso. Dopo 11 giorni di attesa, di nomi proposti e poi stralciati, di congetture, opinioni contrastanti e ansia, ieri sera poco dopo le 20 è giunto l’annuncio tanto atteso: l'AC Bellinzona comunica ufficialmente il nome del nuovo allenatore. “Dopo un'attenta analisi della situazione sportiva e societaria”, si legge nel comunicato, “la guida tecnica della prima squadra verrà affidata sino al termine della corrente stagione ad Alberto Cavasin”. Cavasin, nato a Treviso il 19 gennaio del 1956, vanta una lunga esperienza come tecnico di diverse squadre italiane che gli valsero, al termine della stagione 99-2000 in cui era alla guida del Lecce in Serie A, l'ambita "Panchina d'Oro". Il nuovo allenatore, sarà presentato oggi alla squadra e dirigerà il suo primo allenamento già alle 15.30 sul terreno accanto al Comunale. Solo mezz’ora dopo l’annuncio, il direttore generale della società, Marco Degennaro, era già in diretta TV su teleticino, a Fuorigioco. Al collega Luca Sciarini, Degennaro ha affermato: “Cavasin è l’allenatore giusto per riassestare il nostro spogliatoio È innegabile che abbiamo avuto dei grossi problemi di gestione del gruppo, ma siamo convinti che lui sia la persona giusta per risolverli”. Poi ha aggiunto: “Ora come ora abbiamo bisogno di una persona super partes, che entri nello spogliatoio e che possa prendere le sue decisioni in modo obiettivo e senza pressioni. Perché non si può negare che nello spogliatoio qualche problema esista, altrimenti non si perderebbe con sette reti di scarto”. “So che sono successe cose che hanno portato allo stato attuale delle cose - ha terminato Degennaro -. Ma il Bellinzona non è solo questo, ha disputato buone prestazioni, ottenuto buoni risultati ed è reduce da una stagione portata a termine nel migliore dei modi. È da qui che bisogna ripartire. L’organico è certamente competitivo, per cui non mi avvicino al nuovo compito con preoccupazione, bensì con fiducia. Dovrò subito mettermi all’opera per studiare il calcio svizzero, perché la conoscenza della realtà nella quale opero rappresenta una delle mie peculiarità. Le difficoltà saranno innegabili e tutti dovremo remare nella stessa direzione per venirne fuori. So che in città c’è tanto entusiasmo attorno alla squadra e che Bellinzona vive il calcio in modo molto passionale, aspetti questi che ci aiuteranno ad ottenere quei risultati che ci permetteranno di rimanere in Super League”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

