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Caso Xhaka, ecco come si sono sviluppati gli eventi
© KEYSTONE/Claudio Thoma
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Redazione
6 ore fa
Prima i due test positivi al coronavirus, poi le due presunte vaccinazioni per il capitano della nazionale svizzera nei confronti del quale la Procura del canton Lucerna avrebbe aperto un procedimento in relazione a presunti certificati Covid falsi.

Non ha mancato di far discutere nelle ultime ore quello che potremmo ormai definire il «caso Granit Xhaka». Secondo quanto riferito dal Blick, infatti, la Procura del canton Lucerna avrebbe aperto un procedimento nei confronti del capitano della nazionale svizzera di calcio in relazione a presunti certificati Covid falsi. In particolare, sembrerebbe che il giocatore abbia ottenuto una certificazione attestante vaccinazioni contro il coronavirus che, secondo l’ipotesi investigativa, potrebbero non essere state effettuate. A fornire tale certificazione una dottoressa lucernese, pure finita sotto indagine, che sostiene però di averlo vaccinato regolarmente.

Ma come si sono svolte le cose? Con l'aiuto del Blick, abbiamo provato a ricostruire la cronologia degli eventi.

Xhaka vaccinato tra gennaio e novembre 2022

Dopo la sua apparizione nel novembre del 2019 a Wuhan, in Cina, il coronavirus si diffonde in tutto il mondo arrivando anche in Europa verso la fine di gennaio. Il mondo del calcio non viene risparmiato e così in Premier League, dove milita Xhaka che veste i colori dell'Arsenal, a marzo si decide di interrompere il campionato. In estate verrà poi rinviato anche l'Europeo.

Ad agosto 2021, per raggiungere i giovani e le persone con un background migratorio con la campagna di vaccinazione, l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) vorrebbe collaborare con la Nazionale. L'iniziativa non viene però realizzata perché l'Associazione svizzera di Football (ASF) afferma che le campagne con la Nazionale sono riservate solamente agli sponsor della stessa. Il 1. settembre dello stesso anno, durante il ritiro della nazionale svizzera a Basilea, Granit Xhaka risulta poi positivo al coronavirus. Nonostante i sintomi lievi, deve osservare un periodo di quarantena.

Intanto, la Premier League vorrebbe rendere obbligatoria la vaccinazione contro il Covid-19 a partire dal 1. ottobre 2021 per tutti i calciatori che giocano nel campionato. L'iniziativa naufraga però a causa dello scetticismo di diversi giocatori.

Nel mese di gennaio del 2022 Xhaka risulta per la seconda volta positivo al coronavirus. Due settimane dopo essere risultato positivo al test, il capitano della Nazionale si vaccina una prima volta contro contro il COVID-19. La data di vaccinazione, per la precisione, è il 25 gennaio secondo quanto indicano i documenti della dottoressa. A marzo, quindi, il capitano della Nazionale svizzera dichiara a 20 Minuten: «Sì, sono vaccinato, quindi non avete altro da scrivere». Xhaka, sempre secondo i documenti della dottoressa, riceve la seconda dose di vaccino l'11 novembre.

Un primo colpo di scena si ha quindi nel 2023 quando viene effettuata una perquisizione presso la dottoressa che, tra gli altri, avrebbe somministrato il vaccino contro il coronavirus anche a Granit Xhaka. Si parla di diversi pazienti ai quali sarebbero stati rilasciati certificati di vaccinazione falsi. E ora, a circa tre anni di distanza, il nuovo colpo di scena: tra questi pazienti ci sarebbe anche Xhaka.

I prossimi passi

Xhaka, 33 anni e 152 presenze con la Svizzera, dovrebbe essere sentito dagli inquirenti all’inizio di ottobre, secondo quanto riferito dal Blick. Il portavoce del giocatore, Andreas Bantel, ha dichiarato che Xhaka «è a disposizione delle autorità senza limitazioni e in piena trasparenza». Il calciatore non intende però commentare pubblicamente il caso mentre il procedimento è pendente.

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