
Se dico John Slettvoll tu cosa mi dici? “Sicuramente un grande personaggio, ma come tutti i grandi personaggi ha i suoi difetti che ormai tutti conosciamo". Tu e tuo padre, Geo Mantegazza, per i colpi di testa di Slettvoll lo scorso 5 gennaio avete dovuto interrompere anzitempo le vostre vacanze natalizie a St. Moritz e tornare in tutta fretta a Lugano…. “Fa parte dell’impegno che mi sono presa. Voglio farlo bene. Fino in fondo. In quel momento l’hockey club Lugano aveva la priorità”. Ma visto com’è andata non è servito a granché… “A me è servito per avere la coscienza a posto”. Si dice che la causa dell’addio sia da ricercare nell’ingaggio dell’odiato Kenta Johansson, un giocatore amatissimo a Lugano che John a suo tempo aveva cacciato dandogli dell’ubriacone. Giusto...? “Io penso che questa è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso: l’allievo che supera il maestro”. C’è però chi pensa che la società non si è comportata in maniera corretta fino in fondo con Slettvoll... “Secondo me invece si. L’ha detto anche Slettvoll, nell’intervista nella quale ha anche chiesto scusa a mio padre, che era chiaro già dal’inizio che lui sarebbe rimasto un anno solo. E vero che forse John aveva portato a Lugano i suoi due assistenti per farli continuare, ma questa era una faccenda tra di loro. Noi abbiamo invece sempre pensato che nell’hockey moderno è impensabile, soprattutto per un club con i progetti e le ambizioni del Lugano, affidarsi ad allenatori senza nessuna esperienza in qualità di head coach. Ma voglio precisare che non è assolutamente vero che noi abbiamo tramato alle sue spalle. Siamo sempre stati trasparenti. Il nostro discorso con lui è stato chiaro sin dall’inizio. E abbiamo anche sempre avuto fiducia in lui. Ma il rapporto di lavoro, ripeto, era una rapporto di un anno”. Slettvoll dice che avete scelto Kenta Johansson già nel mese di agosto… “Questo non è assolutamente vero. Kenta lo abbiamo contattato solo a metà dicembre”. Voltiamo pagina. Cosa ti aspetti da questi mesi con Hannu Virta? “Ulteriori passi avanti. Ho avuto modo conoscere Hannu Virta in questi giorni. E’ motivatissimo e cerca molto il contatto con i giocatori. E con Sandro Bertaggia quale spalla, uno che del Lugano conosce tutto, potrà fare sicuramente fare un buon lavoro”. Vi sono arrivate molte candidature? “Si, parecchie”. Anche quella di John Harrington? “Si. Lui poi ha anche giocato a Lugano in passato. Comunque in genere sono gli agenti che ci mandano le loro proposte. Non direttamente gli allenatori. Ho letto comunque che John ha assunto la guida della nazionale slovena e colgo quindi l’occasione per fargli i miei auguri personali per questa sua nuova esperienza”. A Virta come ci siete arrivati? “Lo abbiamo cercato noi”. Quale il vostro obiettivo, ora? “Abbiamo iniziato la stagione con i piedi per terra: il nostro obiettivo era la qualifica ai playoff. Ebbene l’obiettivo stagionale è stato raggiunto. Ma con la squadra che abbiamo a questo punto si può anche sperare di fare qualcosa di più. Nella regular season spero di arrivare tra le prime quattro così da poter iniziare i playoff in casa”. Si può puntare ad una semifinale? “Ho molta fiducia in questa squadra. Dipenderà anche dalla classifica della regular season. Quello che si è notato, però, è che il Lugano gioca bene soprattutto con le squadre che fanno gioco, quelle forti. Meno bene invece con le compagini che pensano più che altro a difendersi e a rompere il gioco”. Nei playoff chi sarebbe meglio evitare? “Il Berna. I Lions invece secondo me pagheranno la Champions”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

