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Carter: "Non sono mai stato bianco..."
Redazione
19 anni fa
Il nuovo straniero del Lugano appare già in grande forma, almeno dal punto di vista dialettico. Venerdì debutta contro il Davos con il numero 33 sulle spalle.

È pronto per debuttare venerdì sera contro il Davos: forse non sarà ancora al massimo della forma, anzi, non lo è sicuramente dopo alcuni mesi di inattività forzata, ma la voglia di tornare a confrontarsi con gli avversari è tanta.La stanchezza, dovuta alle nove ore di Jet-lag, forse non è ancora sparita del tutto, ma Carter ha svolto regolarmente i primi allenamenti alla Resega davanti agli occhi di molti tifosi incuriositi dalla sua presenza.Con il suo nuovo numero, il 33, sul caschetto, Anson ha già dimostrato di possedere enorme talento: in fondo, nessuno l’aveva mai dubitato. Ci mancherebbe.Anson, pronto al debutto?“Sì, sì, ho tanta voglia di giocare, anche se per vedermi al massimo ci vorrà ancora qualche giorno. Comunque è inutile attendere: meglio gettarsi subito nel fuoco”.Come sono stati i primi giorni a Lugano?“Non sono stati facili, soprattutto dal punto di vista famigliare. Abbiamo una bambina piccola e il trasferimento con il jet-lag non l’ha lasciata dormire molto e di conseguenza anche per noi non sono state nottate semplici”.E quali sono invece le prime impressioni che ha ricavato dallo spogliatoio bianconero?“Sono stato accolto molto bene e qui tutti sono simpatici. Anche sul ghiaccio l’intesa sta già funzionando, anche se naturalmente con il passare dei giorni e delle settimane miglioreremo ancora molto. Penso proprio di aver scelto la squadra giusta”.Che hockey pensa di trovare qui in Svizzera?“Qui le piste sono più grandi rispetto agli Stati Uniti e ci sono più spazi per giocare negli angoli. Alla fine comunque l’hockey su ghiaccio è uno sport semplice e il gioco alle balaustre è simile ovunque”.E di Zanatta cosa pensa?“Lo conosco ancora poco, ma da quello che ho visto in questi primi allenamenti mi sembra un allenatore molto capace. I suoi allenamenti sono simili a quelli che facevo in Nordamerica. Da questo punto di vista è senza dubbio un bel vantaggio”.E come si trova un giocatore nero, in un mondo costituito prettamente da bianchi?“È difficile rispondere a questa domanda, anche perché non sono mai stato un bianco! Per me i veri valori della vita sono altri. Tratto gli altri nello stesso modo in cui voglio essere trattato. Anche sulle piste di ghiaccio si possono fare esperienze simili a quelle che possono capitare camminando per strada. Io non giudico e non voglio essere giudicato, a parte ovviamente per il mio modo di giocare a hockey. Se a qualcuno piace, sono contento e lo ringrazio, altrimenti non fa nulla, e gli lascio volentieri la propria opinione”.E contro il Davos Carter occuperà un posto nella prima linea accanto a capitan Jeannin e Murray, con il quale aveva già giocato nel lontano 1994 ai Mondiali Juniores con la maglia canadase. L’attesa per il suo debutto è tanta: chissà se la Resega, una volta tanto, si riempirà…

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