
È pronto per debuttare venerdì sera contro il Davos: forse non sarà ancora al massimo della forma, anzi, non lo è sicuramente dopo alcuni mesi di inattività forzata, ma la voglia di tornare a confrontarsi con gli avversari è tanta.La stanchezza, dovuta alle nove ore di Jet-lag, forse non è ancora sparita del tutto, ma Carter ha svolto regolarmente i primi allenamenti alla Resega davanti agli occhi di molti tifosi incuriositi dalla sua presenza.Con il suo nuovo numero, il 33, sul caschetto, Anson ha già dimostrato di possedere enorme talento: in fondo, nessuno l’aveva mai dubitato. Ci mancherebbe.Anson, pronto al debutto?“Sì, sì, ho tanta voglia di giocare, anche se per vedermi al massimo ci vorrà ancora qualche giorno. Comunque è inutile attendere: meglio gettarsi subito nel fuoco”.Come sono stati i primi giorni a Lugano?“Non sono stati facili, soprattutto dal punto di vista famigliare. Abbiamo una bambina piccola e il trasferimento con il jet-lag non l’ha lasciata dormire molto e di conseguenza anche per noi non sono state nottate semplici”.E quali sono invece le prime impressioni che ha ricavato dallo spogliatoio bianconero?“Sono stato accolto molto bene e qui tutti sono simpatici. Anche sul ghiaccio l’intesa sta già funzionando, anche se naturalmente con il passare dei giorni e delle settimane miglioreremo ancora molto. Penso proprio di aver scelto la squadra giusta”.Che hockey pensa di trovare qui in Svizzera?“Qui le piste sono più grandi rispetto agli Stati Uniti e ci sono più spazi per giocare negli angoli. Alla fine comunque l’hockey su ghiaccio è uno sport semplice e il gioco alle balaustre è simile ovunque”.E di Zanatta cosa pensa?“Lo conosco ancora poco, ma da quello che ho visto in questi primi allenamenti mi sembra un allenatore molto capace. I suoi allenamenti sono simili a quelli che facevo in Nordamerica. Da questo punto di vista è senza dubbio un bel vantaggio”.E come si trova un giocatore nero, in un mondo costituito prettamente da bianchi?“È difficile rispondere a questa domanda, anche perché non sono mai stato un bianco! Per me i veri valori della vita sono altri. Tratto gli altri nello stesso modo in cui voglio essere trattato. Anche sulle piste di ghiaccio si possono fare esperienze simili a quelle che possono capitare camminando per strada. Io non giudico e non voglio essere giudicato, a parte ovviamente per il mio modo di giocare a hockey. Se a qualcuno piace, sono contento e lo ringrazio, altrimenti non fa nulla, e gli lascio volentieri la propria opinione”.E contro il Davos Carter occuperà un posto nella prima linea accanto a capitan Jeannin e Murray, con il quale aveva già giocato nel lontano 1994 ai Mondiali Juniores con la maglia canadase. L’attesa per il suo debutto è tanta: chissà se la Resega, una volta tanto, si riempirà…
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