
Ha avuto coraggio, Lara Gut, nell'esprimere il suo scetticismo in merito ai Giochi Olimpici di Sochi, che avranno inizio sabato. Un coraggio mal corrisposto.
"Se per partecipare a una gara devo passare dodici volte attraverso il metal detector, non è quello che intendo io per spirito olimpico" aveva dichiarato la stella dello sci elvetico alla SonntagsZeitung.
"Mi chiedo come mai si vada lì, quando ci sono posti molto più sicuri" aveva aggiunto, sul Blick, in seguito all'ondata di attacchi terroristici che hanno colpito la città russa.
E poi ancora: "Non tocca a noi atleti dire ai russi che stanno sbagliando. Ma non possiamo neanche fare finta che sia tutto perfetto".
Ebbene, queste affermazioni di Lara Gut sono ora finite nel mirino della critica tedesca. O meglio dei lettori dell'autorevole quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ), che ha ripreso in un suo articolo le dichiarazioni della ticinese. Molti di questi lettori ritengono inaccettabile che Lara, malgrado abbia rilasciato simili affermazioni, partecipi comunque ai giochi.
"Se qualcuno di questi privilegiati, che diventano ricchi pur sapendo solo scendere da una montagna, non vuole recarsi a Sochi, che mi dia il suo biglietto" ha scritto un lettore.
"Nessuno obbliga la signorina Gut ad andare a Sochi. Ma malgrado le critiche non ci rinuncerà, perché in gioco ci sono fama e denaro, cibo per il suo ego" ha aggiunto un altro.
Altri ci sono andati ancora più pesantemente. "Divagazioni da lavaggio del cervello di una bella reginetta dello sci" si legge. E poi: "La Russia è troppo lontana, la neve troppo scivolosa e l'aria troppo fredda? È la Russia, mia cara Lara. Lupi! Cosacchi! Cremlino!"
Vi è anche, comunque, chi comprende le critiche di Lara. "Finalmente uno sportivo che si esprime sui giochi. Lei è abbastanza intelligente per capire che a Sochi non è tutto oro quel che luccica."
E Lara, infine, ha ribadito il suo pensiero. "Le Olimpiadi sono un'opportunità per la Russia. Economicamente, ma anche socialmente. Spero che sapranno cogliere questa opportunità."
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