
Cara Federazione,
avrei preferito non scriverti o perlomeno non sentire la necessità di farlo. Purtroppo però quello che esprimerò nelle prossime righe è un sentimento che covo da parecchio tempo e che oggi, dopo l'ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso, non riesco più a trattenere.
Andiamo con ordine, e iniziamo proprio dall'ultimo episodio, quello che per me è di troppo.
Cara Federazione, hai organizzato degli interessantissimi incontri fra giornalisti e i dirigenti del settore arbitrale, nella fattispecie Beat Kaufmann e Brent Reiber. Un'ottima idea per far passare determinati messaggi e un'utile occasione per chiarire dubbi e per porre domande.
Ci sarei venuto volentieri. Peccato che hai pensato di fissare unicamente due incontri: uno in Romandia, uno in Svizzera tedesca.
E in Ticino?
Niente.
Dici che questi sono solo due primi incontri e che altri seguiranno ma intanto il Ticino resta a bocca asciutta.
Come ti ho detto questo è solo l'ultima circostanza che mi fa credere che in fondo tu del Ticino non hai grande considerazione.
Vogliamo parlare del tuo sito internet ufficiale? Nuovo, un po' lento, ma ben fatto. Ho più volte provato a impostarlo in lingua italiana. Vanamente. O tedesco o francese.
E che dire dei comunicati stampa? Dell'italiano neanche l'ombra.
E già che ci siamo... Per trovare l'ultima volta che abbiamo visto la nazionale maggiore in Ticino bisogna tornare indietro di 5 anni: un'amichevole alla Valascia contro i danesi. Se guardiamo a Lugano l'ultima presenza è datata 2006, per un nostalgico Svizzera - Svezia con Tommy Sjödin sul ghiaccio.
Ecco... non mi pare che del nostro cantone e della nostra lingua tu ti curi molto.
Sono cosciente che già lo sai, ma tengo comunque a ricordarti che in Ticino abbiamo due squadre di NLA, un sesto dell'intera lega. Lugano e Ambrì catalizzano un interesse che molte squadre al di là del Gottardo non possono vantare. Biancoblù e bianconeri hanno fatto la storia del nostro hockey e continueranno a farlo.
Meritano rispetto loro, i loro tifosi, i ticinesi e gli italofoni.
Confido che presto o tardi questo messaggio tu lo possa recepire. Nel frattempo, cara Federazione, ti saluto cordialmente.
Patrick Della Valle
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