
Il 27 settembre mette a ko 30 candeline. Ruby, campione mondiale pesi welter IBC, è uno degli sportivi ticinesi più amati perché rappresenta la vera essenza dello sport decubertiano: è un ragazzo sempre corretto sul ring e nella vita. Un giovane, Ruby, che conquista tutti per la sua affabilità, per la disponibilità e per la simpatia. Uno sportivo che rispetta l’avversario, che non si risparmia, che oltre alla forza, alla potenza, alla tecnica, mette sempre anche tanto cuore. Ruby, personaggi del mondo della cultura, della politica, dello spettacolo e anche dello sport una volta raggiunto un traguardo anagrafico decidono di scrivere un libro sulla propria vita. Quale sarebbe il titolo della tua autobiografia? “Testa bassa e pedalare” E come inizierebbe il primo capitolo? 25.07.07 Campionato del mondo IBC, gong, fine della quarta ripresa: “Fede ho rotto la mano!” “Ora non ci pensare e vai avanti”… Se dovessi paragonare la tua vita ad un match di pugilato, oggi come la valuteresti? Un ko a chi non ti dava fiducia? Una vittoria ai punti nei confronti delle difficoltà? La mia infanzia non è stata molto facile, ma mi ritengo una persona fortunata. Le difficoltà che ho incontrato mi hanno fatto crescere e maturare. Ho incrociato e conosciuto persone che ancora adesso mi stanno vicino, e questa è una grossa fortuna. Il pugilato come scuola di vita, come sport per tenersi in forma e dar sfogo alle energie negative, un’espressione sportiva e culturale dove testa e corpo non prevalgono l’una sull’altro. Queste sono alcune definizioni che si danno della boxe. Qual è la tua visione? Trovo che fare sport in generale ti dia quella tranquillita che qualsiasi persona necessita. Il lavoro e la vita quotidiana generano molto stress e in qualche maniera bisogna scaricarlo: la palestra, lo sport, il pugilato possono essere delle valide soluzioni per trovare una tranquillità e un equilibrio psicofisico. A cosa ti è servito il pugilato, quali sono le persone che questo sport ti ha fatto conoscere, come sono cresciuti il Ruby sportivo e il Ruby ragazzo? Il pugilato mi ha fatto crescere, mi ha fatto maturare, mi ha tolto dai casini e mi ha fatto conoscere nuovi amici, persone straordinarie che rimarranno per sempre nel mio cuore. Il Ruby sportivo dopo la prima sconfitta per una settimana non è uscito di casa, ma col tempo anche qui sono cresciuto e ho capito che anche una sconfitta ha molto da insegnare, specialmente a un ragazzo come me che vuole tutto e subito. Il Ruby ragazzo è cresciuto parallelamente con l’evoluzione mostrata durante i combattimenti, l’impegno che mettevo nello sport hanno cambiato di riflesso anche quello fuori dal ring. Spesso raggiungere cifre tonde spinge pure a fare un bilancio. Tu lo hai fatto? Sei felice? Quali sono gli obiettivi raggiunti e quali quelli mancati? I bilanci li faccio a fine anno e valuto l’andamento della stagione appena passata, lati positivi e negativi. Da buona bilancia il mio umore cambia spesso, ma sono felice. In primis ho nel cuore la conquista del titolo mondiale, ma vado molto orgoglioso anche dei miei 5 titoli Svizzeri consecutivi. La mancata qualificazione alle olimpiadi di Atene rimane sicuramente difficile da digerire. Come intendi procedere? Ti sei fissato nuovi traguardi? Lavorerai ancora a quelli vecchi? Ora sono professionista al 100%, non lavoro più e la scuola è terminata, a fine settembre mi trasferirò a Formia per una nuova sfida: allenarmi con il campione Patrizio Oliva. L’obiettivo ora è di difendere ancora una volta il titolo mondiale nel 2010 per poi puntare al titolo continentale. Ma prima di tutto devo rientrare bene dall’infortunio alla spalla per questo a fine dicembre è previsto un mach di rientro (spal
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

