
Due gli equipaggi rossocrociati promossi oggi alla finale A in programma domenica: il doppio di Barnabé Delarze e Roman Röösli e Jeannine Gmelin nel singolo élite. Un risultato certamente confortante in proiezione Tokyo 2020 e che mitiga una certa delusione patita ieri, soprattutto per la mancata qualifica del doppio “leggero” femminile.
Delarze e Röösli non hanno certamente avuto facile in un semifinale dominata, com’è stato il caso nei quarti, dalla formazione della Cina. Asiatici che, a questo punto, appaiono tra i più seri candidati al titolo iridato. La lotta per il secondo posto si è risolta a favore della Polonia. I nostri sono riusciti a salvare quel terzo posto utile per accedere all’atto conclusivo con non poca fatica, considerato il veemente finale degli australiani. Nella seconda semifinale, primo posto per la sorprendente Irlanda. A soli 08/100 troviamo la Romania e a 2” la Gran Bretagna. La Francia, campione del mondo uscente, ultima a 19”, dovrà accontentarsi della finale minore.
Anche per Jeannine Gmelin il compito si è rivelato più arduo del previsto. Ai 500 metri la zurighese transitava addirittura in quinta posizione, a oltre 3” dalla danese Erichsen. Tutto sembrava ormai compromesso. La Gmelin ha poi saputo ritrovare il suo abituale ritmo di crociera che la ha consentito di risalire la china e di riportarsi al terzo posto alle spalle della britannica Vicoria Tornley e dell’americana Kara Kohler, posizione che ha poi saputo mantenere sino al traguardo. La danese che aveva dominato la prima parte della gara s’è poi dovuta accontentare del quarto posto a oltre 3” dall’elvetica.
Non è stata un’impresa facile nemmeno per Jeannine Gmelin. La zurighese, partita con i favori del pronostico, ha dovuto lottare sino alla fine per accaparrarsi un posto tra le sei elette. Al passaggio dei 500 metri tutto lasciava presagire al peggio: quinta a 3”39 dalla danese Fie Udby Erichsen. Gradatamente la Gmelin ritrova il suo abituale ritmo di crociera che le consente di risalire al terzo posto, posizione che poi riesce a mantenere sino sul traguardo. Negli ultimi 500 metri, la britannica Victoria Tornely s’è vista superare dall’americana Kara Kohler, in virtù del miglior crono: 1’53”76.Nell’altra semifinale, tutto come da pronostico: Sanita Puspure (Irlanda), Emma Twigg (Nuova Zelanda) e Carling Zeeman (Canada) accedono alla finale per il titolo. Nel singolo non sono mancate le sorprese: l’austriaca, una delle favorite al podio, Magdalena Lobnig in campo femminile e Robert Manson (Nuova Zelanda), primatista del mondo della specialità, dovranno accontentarsi della finale minore.
Nella finale B del singolo pesi leggeri, da sottolineare l’ottimo comportamento del 19enne Jan Schäuble. Il portacolori del SC Stansstad ha dimostrato di avere già la stoffa per stare al passo con i migliori della specialità. È stata una gara molto combattuta risoltasi a favore dell’austriaco Rainer Kepplinger con un crono di 7’00”16. Schäuble, al comando ancora al passaggio dei 1500 metri, ha poi avuto un leggero cedimento, più che naturale per lo sforzo profuso nella prima parte della gara. È finito al quinto rango a soli 10/100 dall’irlandese Gary O’Donovan. Sempre nel contesto dei “leggeri”, vittoria elvetica nella finale D grazie a Andri Struzina e Fiorin Rüedi nel tempo di 6’29”56 il che vuol significare il 19° rango assoluto.
Domani sono in programma le finali B che vedono impegnati due nostri equipaggi: il doppio pesi leggeri femminile di Patricia Merz e Frédérique Rol e il quattro di Joel Schürch e compagni alla ricerca degli ultimi pass disponibili per i Giochi olimpici di Tokyo.
A.B.
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