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Canottaggio: Giornata da dimenticare per gli equipaggi rossocrociati
Canottaggio: Giornata da dimenticare per gli equipaggi rossocrociati
Canottaggio: Giornata da dimenticare per gli equipaggi rossocrociati
Redazione
7 anni fa
Finale B per singolo e doppio femminile “leggero” e per il 4 senza maschile éite

Decisamente non è stata una giornata di gloria per i tre armi impegnati nelle semifinali. Tutti e tre dovranno accontentarsi della finale B. Se per il giovane Jan Schäuble alla sua prima apparizione nel contesto dei “grandi”, poteva rientrare nella logica della vigilia, non così per il 4 senza maschile, ma – soprattutto – per il doppio “leggero” femminile di Patricia Merz e Frédérique Rol, in evidenza in questa stagione. Certamente, il mondiale è un’altra cosa. La posta in gioco è alta, oltretutto il tasso tecnico è notevolmente aumentato anche in quelle nazioni che, anche in un recente passato, non rientravano certamente nel ruolo di favorite. E di questo ne debbono prendere atto i nostri dirigenti federali.

Per il doppio “leggero” di Patricia Merz e Frédérique Rol il sogno di poter accedere alla finale per il titolo si è infranto poco dopo il passaggio del primo rilevamento cronometrico dei 500 metri, superato ancora in terza posizione alle spalle di Francia e Nuova Zelanda, racchiusi nello spazio di 57”. Poi c’è stato il sorpasso della Bielorussia. Posizioni che rimanevano invariate sino al traguardo. Un’uscita di scena che brucia e che potrebbe anche voler significare il definitivo addio ai Giochi olimpici di Tokyo. Non tutto è perduto, ci mancherebbe. Indispensabile – ma non sarà un’impresa facile - vincere la “finalina” in programma sabato mattina. Non fosse il caso ci sarebbe ancora la gara d’appoggio l’anno venturo sul Rotsee dove sono in palio ancora due posti. Nell’altra semifinale ai primi tre posti, nell’ordine, Olanda, Gran Bretagna e Romania, campione del mondo uscente. Fuori dai giochi anche l’Italia, quarta classificata.

La fortuna non è stata certamente dalla parte di Jan Schäuble, inserito in una semifinale proibitiva. L’atleta del SC Stansstad ha comunque lottato come un leone con l’intento di accaparrarsi quel terzo posto utile per staccare il pass per l’atto conclusivo. Nulla ha però puto di fronte a tre “mostri sacri” della specialità, come l’italiano Martino Goretti, l’australiano Sean Murphy e l’ungherese Peter Galambos. Per Schäuble, un non disprezzabile quarto rango, potrebbe significare il punto di partenza per il futuro.

Nessun miracolo per il 4 senza maschile. Markus Kessler, Paul Jacquot, Augustin Maillefer e Joel Schürch non sono mai riusciti ad entrare nel vivo della contesa, “navigando” costantemente tra il quinto ed il sesto posto. La Gran Bretagna che aveva condotto le danze lungo l’intero percorso s’è vista superare proprio nei metri conclusivi per soli 23/100. Terzo posto, pure qualificata per l’atto conclusivo valido per il titolo, l’Italia, staccata di oltre 4”. Accedono alla finale A Australia, Polonia e Stati Uniti, classificati nell’ordine nella seconda semifinale.

A.B.

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