
L’attesa assemblea generale straordinaria della Swiss Football League (SFL) è stata fissata il prossimo 29 maggio, due giorni dopo l’altrettanto attesa presa di posizione del Consiglio Federale (CF). Si prospetta un venerdì di fuoco, dove i venti club di Super e Challenge League – anche in base a quanto verrà decretato dal CF – dovranno prendere una decisione definitiva in merito alla ripresa o meno della corrente stagione. Non è un segreto infatti, che un possibile stanziamento di nuovi aiuti economici diretti alle realtà sportive potrebbe far pendere l’ago della bilancia da una parte piuttosto che dall’altra: “È possibile – ci conferma il direttore generale del FC Lugano, Michele Campana – anche se a parer mio non credo che debba essere così. Vi sono altre due considerazioni che vanno fatte e sono più importanti: la prima è che l’integrità sportiva del campionato e la regolarità del suo svolgimento ormai non sono più presenti, dunque non ha più senso proseguire con la stagione in corso. La seconda è che bisognerebbe smettere di esaminare la questione a breve termine, iniziando bensì a pensare sul medio-lungo periodo, allargando la Super League a dodici squadre e così facendo alleviando la pressione su buona parte dei club elvetici”.
Temete il fatto che, non dovessero giungere ulteriori fondi dal CF, le società che hanno interesse nel portare a termine la corrente stagione possano prevalere su coloro che invece si troverebbero in grosse difficoltà?“No, credo che ormai sono sempre meno i club che hanno un reale interesse nel proseguire la corrente stagione. Andrà trovata una soluzione che accontenta tutti, molto probabilmente sarà quella che vedrà promosse Losanna e Grasshopper (prime due in tutte le classifiche, da quella con la media-punti ponderata a quella prima della pausa natalizia) e un conseguente allargamento della Super League a dodici squadre in vista della prossima stagione, senza alcuna relegazione. In questo modo si potrebbe trattare con Teleclub e convincerli che gli introiti persi degli ultimi turni dell’attuale campionato potranno essere compensati con quelli extra in programma nel prossimo, coronavirus permettendo”.
Nel comunicato emesso ieri dalla SFL si accenna anche, in una frase, al fatto che la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) in linea di massima dovrebbe revocare l’accesso all’indennità per lavoro ridotto alla ripresa degli allenamenti…“Esatto, dal momento in cui torneremo sul campo perderemo il diritto di avvalerci di questi aiuti. È difficile quantificare adesso che danno ci arrecherà questa situazione, ma bisognerà trovare delle soluzioni alternative perché ora gli elementi negativi in termini economici stanno diventando parecchi. Dai mancati introiti del pubblico in caso di match a porte chiuse alle difficoltà degli sponsor, passando per l’assenza di indennità per lavoro ridotto e l’impossibilità di pensare ad una campagna abbonamenti standard. O si troverà una soluzione e qualcuno ci darà una mano, o si dovrà puntare su un ridimensionamento totale e drastico”.
L’amministratore unico del Chiasso, Nicola Bignotti, a Fuorigioco@home aveva accennato alla possibilità di muoversi per vie legali, affermando che fino alla ripresa effettiva delle partite (fulcro dell’attività) l’indennità per lavoro ridotto sarebbe dovuta permanere. È un’ipotesi che avete considerato?“Credo che questa sia una mossa che dovrebbe essere portata avanti a livello di Lega. Vi sono due tipi di lavoro ridotto: quello per decisione dell’autorità (applicato finora) e quello per perdita di guadagno. In questo caso noi ci troveremo ad avere una perdita di guadagno per decisione delle autorità, dunque si collegano i due concetti. È chiaro che normalmente i contratti a tempo determinato non sono previsti all’interno di queste dinamiche, ma ripeto, una soluzione andrà trovata. Magari accettando di avere comunque un’indennità, ma non più del 100%. Bisognerebbe parlarne con la SECO e fissare una percentuale diversa”.
Come FC Lugano avete deciso di posticipare la ripresa degli allenamenti a lunedì 18 maggio in modo da poter usufruire più a lungo di questo aiuto?“No, affatto. Semplicemente ci siamo resi conto che far rientrare i giocatori dall’estero avrebbe richiesto più tempo, inoltre prima di tornare sul campo, come società – pur non essendo obbligati dal protocollo che ci è stato consegnato dalle autorità – vogliamo effettuare dei tamponi a tutti i nostri giocatori. Ci teniamo per principio e per rispetto verso di loro, in accordo con il nostro staff medico. Inoltre dando per probabile una possibile ripresa dopo il 20 giugno (e non l’8, come precedentemente ipotizzato), ci sembrava inutile ricominciare così presto”.
A tal proposito come va letto questo posticipo della ripresa del campionato, dall’8 al 20-21 giugno?“Secondo me è un messaggio implicito che anche la Lega non ci crede più, perché quando le ultime tre giornate di campionato sono previste in contemporanea con i turni di Europa League del Basilea, io tra le righe ci leggo una resa”.
(martinn)
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